Principale Estero Germania, Francoforte censura concerto di Roger Waters (ex Pink Floyd)

Germania, Francoforte censura concerto di Roger Waters (ex Pink Floyd)

Sulle rive del Meno, adducendo pretesti, hanno deciso di impedire l’esibizione del celebre artista internazionale, a causa delle sue opinioni e del suo attivismo politico. Ma quanto successo in un Paese della "democratica e libera" UE ce lo saremmo dovuti aspettare piuttosto in terra russa o cinese. È giunto qui, invece, il tempo di difendersi dagli attacchi alla libertà di espressione?

Recentemente, con un’ordinanza che ha scatenato moltissime polemiche, la città tedesca di Frankfurt am Main (trad.: Francoforte sul Meno) ha deciso di cancellare il concerto di Roger Waters, noto cantante britannico e storica voce-bassista dei Pink Floyd, previsto per il prossimo 28 maggio. “La città di Francoforte sul Meno e lo Stato dell’Assia, in qualità di azionisti della società, incaricano gli amministratori delegati di Messe Frankfurt GmbH di annullare per giusta causa (?!?) il contratto stipulato per l’organizzazione del concerto di Roger Waters nella Festhalle di Francoforte sul Meno il 28 maggio 2023”, si legge nel comunicato.

Come riportato sul Jerusalem Post, questa decisione sarebbe stata motivata con  l’accusa, mossa all’artista da parte del consiglio comunale locale, di essere “uno dei più conosciuti antisemiti al mondo”. Benché l’organizzazione abbia poi cercato anche delle prove a sostegno di quanto affermato, tutto ciò – in realtà – sembra essere legato principalmente alle idee politiche di Waters, in particolare al proprio sostegno nei confronti della campagna BDS (Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni) che mirerebbe, invece, a promuovere una soluzione pacifica tra Palestina e Israele, attraverso il semplice boicottaggio delle attività commerciali di quest’ultimo (un’azione dimostrativa che riesca a far pressione, quindi, sui burocrati di Tel Aviv e che li spinga a ricercare, in Terra Santa, una pace non più armata tra ebrei e mussulmani).

La tendenza a silenziare la libera richiesta di diritto e rispetto ha un costo

Il manifesto dell’iniziativa BDS, giudicata come antisemita dall’amministrazione cittadina tedesca, in realtà vorrebbe “[…]la fine dell’occupazione israeliana e della colonizzazione della terra palestinese; la piena uguaglianza per i cittadini arabo-palestinesi di Israele; il rispetto per il diritto al ritorno dei profughi palestinesi[…]”. Una serie di richieste che, a tutti gli effetti, sembrano proprio non avere nulla di aggressivo né tantomeno di razzista, pienamente legittimate, comunque, dal diritto di libera opinione che dovrebbe essere garantito dalle Costituzioni europee, inclusa quella vigente in Germania. Ma non l’hanno pensata così i giudici tedeschi, che hanno confermato la presa di posizione del consiglio comunale di Francoforte sul Meno, accogliendo la proposta di cancellazione del concerto dell’ex bassista.

Il tour di Waters in Germania, che prevedeva tra maggio e giugno concerti a Berlino, Monaco e Colonia, potrebbe ora essere a rischio. Anche se il cantante britannico, nell’ipotesi di ulteriori boicottaggi, dovesse aver diritto a un risarcimento di 2,7 milioni di euro dalle municipalità organizzatrici (= dai contribuenti tedeschi), resta allarmante, però, il fatto che questo caso si sia aggiunto a una serie di altri episodi in cui vari artisti sono stati zittiti o i loro eventi annullati, talvolta esclusivamente a causa della loro nazionalità – di solito, ultimamente, quella russa (vedi il caso delle esibizioni programmate ma mai avvenute dei pianisti Matsuev a Genova o Lisitsa a Venezia) -.

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Un Occidente che colpisce e critica le “scomode” libertà democratiche

In effetti, sembra che oltralpe – ma, in generale, in tutto l’Occidente – si stia diventando sempre più inclini alla censura di questi tempi, soprattutto quando si tratta di tesi politiche “scomode”. Il tentativo di classificare le critiche sulle scelte dei governanti di Israele come antisemitismo è più che discutibile e può essere visto, invece, come un attacco alla libertà di espressione. In un’epoca in cui la diversità di vedute dovrebbe essere incoraggiata e rispettata, il Vecchio Continente e tutta l’area anglofona sembrano optare per una strada diversa, limitando la facoltà individuale di esprimere il proprio punto di vista.

L’episodio di Roger Waters non può che stimolare importanti riflessioni sullo stato attuale della democrazia e della libera parola in Occidente. E un promemoria per l’apertura al dibattito e alla critica, specialmente su questioni sociali complesse, è essenziale per una realtà che si autocompiace di essere “tra le più culturalmente sviluppate”. La censura di un artista basata sulle sue visioni politiche, quindi, non è solo un’offesa verso la sua libertà, ma anche un colpo contro i princìpi democratici che l’Occidente afferma e si vanta di difendere.
Le domande restano: fino a che punto il mondo che noi conosciamo sarà disposto ad andare avanti così, tentando di silenziare le poche “voci scomode” che parlano? E fino a quando quest’ultime resteranno poche (e ferme a parlare)?

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Fonti online:

ByoBlu (testata giornalistica ed emittente televisiva nazionale; articolo di Michele Crudelini del 28 febbraio 2023), The Jerusalem Post, Wikipedia, Genova24, Il Fatto Quotidiano, Ytali.com.

Canale YouTube: Ale Ssio, Ramzy Baroud.

Antonio Quarta

Redazione Corriere di Puglia e Lucania

Il Corriere Nazionale

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