Home Cultura & Società Il museo post-pandemico, tra percorsi tailor made e crescita sostenibile

Il museo post-pandemico, tra percorsi tailor made e crescita sostenibile

Fa tappa al Circolo della Vela di Bari il road show del libro
“La Nuova Museologia”

Martedì 30 novembre ore 20.30 l’incontro con il museologo Maurizio Vanni, autore insieme a Domenico Piraina, in dialogo con la divulgatrice culturale Barbara Mangini e con la partecipazione di Roberta Giuliani, responsabile del Museo Archeologico di Santa Scolastica

Oltre dieci tappe in Italia per presentare le sfide delle Istituzioni culturali, chiamate a reinventarsi dopo il Covid19. A partire dal concetto di responsabilità sociale

BARI  – Profilazione, percorsi su misura, performance inclusive, legami con gli stakeholder del territorio in grado di contribuire alla “crescita sostenibile”, per entrare nella dimensione quotidiana dei cittadini: la Museum Social Responsibility (MSR) è il principale strumento di cui le Istituzioni culturali dovranno dotarsi per affrontare le sfide imposte dal post Covid19. Fa tappa a Bari il road show del libro di Domenico Piraina e Maurizio Vanni “La Nuova Museologia: le nuove opportunità nell’incertezza.

Verso uno sviluppo sostenibile”, (Celid Edizioni, 2020). L’undicesimo appuntamento del ciclo – oltre dieci incontri in tutta Italia tra settembre e dicembre – è al Circolo della Vela (corso Antonio De Tullio 1) martedì 30 novembre alle 20.30. La divulgatrice culturale Barbara Mangini dialogherà con Maurizio Vanni, storico dell’arte e museologo, curatore di oltre 600 mostre in 30 paesi del mondo, con la partecipazione di Roberta Giuliani, responsabile del Museo Archeologico di Santa Scolastica (ingresso su prenotazione).

“Se vogliamo rimettere l’individuo al centro – dichiara Maurizio Vanni – la scelta consapevole di una progettualità etica e responsabile finalizzata al bene comune sarà una tappa obbligata.

I musei diventano, perciò, luoghi di interesse pubblico che si rivolgono a tutta società, ovvero al pubblico generico, ma anche al contesto sociale (associazioni di volontariato, imprese sociali e del terzo settore) e ambientale, allo scenario formativo, agli stakeholder e alle associazioni di categoria, ricoprendo un ruolo determinante nello sviluppo dei legami, nella coesione sociale e nella riflessione sulle identità collettive proprio all’indomani della pandemia”.

La Convenzione di Faro afferma il diritto all’Eredità culturale da parte di tutti i cittadini e invita i paesi sottoscrittori a promuovere azioni per migliorare l’accesso al patrimonio culturale. “Azioni – sottolinea l’autore – che possiamo tradurre con offerte culturali tailor made in grado di coinvolgere anche chi è più lontano dalle istituzioni culturali”.

Tenendo in mente l’obiettivo della sostenibilità. “Per un museo – prosegue Vanni – è il fine a cui tendere per raggiungere l’equilibrio tra le quattro dimensioni che ne fanno parte: economica, sociale, ambientale e del benessere. Il museo che desidera percorrere la strada della MSR deve consolidare le relazioni con il territorio e in particolar modo rafforzare il network con il contesto sociale in cui opera”.

“La vera ricchezza del Museo – sottolinea Domenico Piraina, direttore del Polo Mostre e Musei Scientifici del Comune di Milano e, sempre a Milano, direttore di Palazzo Reale – non risiede soltanto nelle proprie collezioni, ma soprattutto nei visitatori che, portatori di un proprio vissuto personale e culturale, arricchiscono di significato e di senso il patrimonio culturale. Mai i visitatori devono essere visti come consumatori ma sempre come produttori di senso e, questo, contribuisce ad arricchire la visione pluralistica del patrimonio che è la realizzazione di una effettiva democrazia culturale”.

“Sono quattro i segmenti di pubblico prioritari, da attrarre e fidelizzare attraverso proposte originali e differenziate: diversamente abili (persone con disagi o patologie fisiche o mentali), terza età, famiglie con bambini e adolescenti”, aggiunge Vanni.

La chiave è “far entrare l’esperienza museo nella loro quotidianità. A prescindere dai servizi (ristorante, caffetteria, bookshop, giftshop, sale laboratoriali permanenti e zone lounge) utilissimi per stimolare una frequentazione regolare, funzionano le proposte culturali supportate da performance teatrali e musicali. Ogni visita guidata diventa un piccolo spettacolo a tema, facilmente comprensibile e divulgativo, in grado di meravigliare, stupire ed emozionare generazioni diverse di pubblico, sollecitando benessere interiore, energia positiva e buonumore nei presenti. La condivisione delle emozioni, del bene comune e del bene relazionale permette di connettere persone dallo stesso stile di vita. Adesso il museo è veramente di tutti”, conclude Vanni.

Domenico Piraina, laureato in Materie letterarie e in Scienze dell’amministrazione, master in Management pubblico, è direttore del Polo Mostre e Musei Scientifici del Comune di Milano e direttore di Palazzo Reale a Milano. Direttore di museo, curatore, progettista culturale, ha realizzato più di 1500 mostre in Italia e all’estero.
Maurizio Vanni, storico dell’arte, museologo, specialista in governance e gestione museale. Collabora con la Soprintendenza Archeologia, Bene Culturali, Paesaggio delle province di Lucca e Massa Carrara, è docente di Museologia per il turismo (UNIPI) e Marketing non convenzionale (Università Tor Vergata).

Ha curato 600 mostre in oltre 60 musei di 27 paesi del mondo e ha collaborato in più di 40 università in città come Seoul, Shanghai, Pechino, Tokyo, New Delhi, San Paolo, Mosca, Buenos Aires, Parigi, Chicago, Toronto, Citta del Messico. Già autore de Il Museo diventa impresa. Il marketing museale per il break even di un luogo da vivere quotidianamente (Celid, 2018).

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