La casa delle voci, viaggio nei meandri più reconditi della mente

Cultura & Società

di F. Moretti

La casa delle voci è l’ultima opera di Donato Carrisi, un romanzo horror che rivela l’abilità dello scrittore nello scandagliare le zone d’ombra della mente umana, dove sono ancora annidate le paure infantili più segrete di ogni individuo

Donato Carrisi, classe 1973, è nato a Martina Franca, in Puglia, e vive a Roma. Dopo la laurea in Giurisprudenza, si è specializzato in Criminologia e scienze del comportamento. Uomo dai mille interessi, regista, sceneggiatore di diverse serie per la televisione e il cinema. Vincitore del premio cinematografico il David di Donatello per il miglior regista esordiente con il film La ragazza nella nebbia, tratto dall’omonimo libro. È una firma del Corriere della Sera, e autore di romanzi bestseller internazionali.

La sua ultima fatica La casa delle voci, edito da Longanesi, è un romanzo permeato dal sentimento della paura, dai ricordi che affiorano dai meandri più nascosti della mente dei personaggi, attraverso l’ipnosi praticata dal dottor Pietro Gerber, psicologo infantile, conosciuto come l’addormentatore di bambini. La storia è ambientata nella bella Firenze, dove Gerber vive ed esercita la sua professione, e collabora con le autorità per i casi di abuso e violenza su minori. Gerber ha seguito le orme del padre, anche lui stimato psicologo infantile, ma una segreta verità rivelatagli dal padre sul letto di morte suscita in lui un certo livore.

Un giorno Pietro riceve una telefonata da una collega americana che lo avvisa che a Firenze è in arrivo una sua paziente, Hanna Hall. Questa volta lo psicologo non sarà alle prese con la mente di un bambino ma di un’adulta convinta di aver compiuto un omicidio. Hanna da piccola è stata tenuta sempre lontana dagli estranei, costretta a una vita scandita dalle rigide regole imposte dai suoi genitori.

“Regola numero cinque: se un estraneo ti chiama per nome, scappa. Regola numero quattro: non avvicinarti mai agli estranei e non lasciarti avvicinare da loro. Regola numero tre: non dire mai il tuo nome agli estranei. Regola numero due: gli estranei sono il pericolo. Regola numero uno: fidati soltanto di mamma e papà.”

Scavando nella parte più profonda dei ricordi di Hanna cosa scoprirà Pietro Gerber? A volte un sottile confine separa il passato e i segreti dei pazienti con quelli dei loro terapeuti, con quale passato e oscure verità dovrà fare i conti il nostro addormentatore di bambini?

La casa delle voci mette in evidenza senza alcun dubbio le conoscenze possedute dal suo autore in ambito criminologico e comportamentale. Romanzo inquietante, le pagine trasudano il Male, la paura, l’oscurità della nostra anima. Il ritmo della narrazione è incalzante, lo stesso romanzo appare come un puzzle di storie, che tirano vorticosamente nel loro intreccio il lettore. Stile da brivido, coerente con il genere horror, linguaggio ad effetto. Un libro da leggere non solo dagli amanti di questo genere letterario ma da tutti coloro che vogliono soffermarsi a riflettere sul proprio lato oscuro e provare magari ad affrontarlo. E ricordate che “Per un bambino la famiglia è il posto più sicuro della terra. Oppure il più pericoloso”.

Autore: Donato Carrisi

Titolo: La casa delle voci

Editore: Longanesi

Anno di pubblicazione 2019

Pagine: 400