Principale Arte, Cultura & Società La sfumatura filosofica del 25 aprile

La sfumatura filosofica del 25 aprile

La sfumatura filosofica del 25 aprile
di Giovanni Lonoce
Il 25 aprile è una data spesso anonima all’interno del calendario, forse perché non si vive a pieno o perché non si coglie fino in fondo il messaggio legato ad essa.
Molte volte assume rilievo per essere un giorno “rosso”, ma il suo vero valore viene spesso sbiadito da una continua e ampollosa retorica su mostri passati, che sono percepiti come lontani e prettamente associati al secolo breve.
Questo giorno è stato consegnato alla storia come il vero passo in avanti svolto dal popolo italiano, in termini di libertà politica, militare, personale, ma soprattutto filosofica, lasciando alle proprie spalle il ventennio che ha portato morti, battaglie militari, ma soprattutto una guerra civile.
È però la sfumatura filosofica che nel tempo deve avere sempre più risalto, soprattutto in quest’epoca, caratterizzata da uno sviluppo tecnologico e da un percorso inverso della consapevolezza di se stessi: viviamo il periodo dell’uguaglianza formale, dove le caratteristiche peculiari dell’individuo vengono via via assottigliate al fine di ottenere una perfetta omogeneità.
Sarà questo livellamento a comportare assottigliamento culturale?
La storia del pensiero insegna che nel processo continuo verso la verità, è proprio il confronto tra idee diverse a generare una nuova sintesi, cioè una nuova coscienza della realtà, più forte e completa della precedente: qualora questo “confronto” culturale manchi, sarà molto facile degenerare in derive estreme, nascoste dalla favola dell’idea comune, senza che nessuno se ne renda conto.
Di nuovo.

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