Principale Arte, Cultura & Società Seraluci

Seraluci

Angelica Ruggiero

Le relazioni che si instaurano tra gli individui e i luoghi, l’attualità e la memoria, sono gli aspetti più interessanti su cui si riversa la pratica artistica contemporanea, ciò che la rende necessaria e trasversale rispetto ai vari ambiti del sapere. L’artista, infatti, si pone spesso come mediatore tra le esigenze del singolo e quelle di una collettività in cui desidera portare il proprio sguardo. Come per Angelica Ruggiero, che sente il desiderio di riconsegnare il mito della “lampara” al Mediterraneo, partendo dalla città di Giovinazzo, in provincia di Bari, dove è cresciuta. Non si tratta solo di rispolverare un ricordo giovanile di quella grossa lampada montata su una barca, utilizzata dai pescatori di notte per illuminare la superficie dell’acqua e attrarre i pesci. Attraverso il linguaggio dell’arte, la memoria si trasforma in un’azione articolata e virtuosa, capace di portare benefici alla comunità, divenendo un’occasione d’incontro e riflessione sul mondo del mare. Dal punto di vista artistico l’azione di Angelica si compone di varie fasi e si sviluppa in più linguaggi; solamente tutti insieme e nel loro sviluppo futuro sono in grado di generare l’opera nella sua interezza.

Un primo momento progettuale vede l’artista impegnata nella creazione di tavole realizzate combinando prelievi fotografici, disegni fatti a mano, elementi testuali, così da condividere con il fruitore l’impianto concettuale alla base dell’opera. Da questa progettazione nasce una fanzine a cura di Chippendale Studio che raccoglie e valorizza l’idea dell’artista, contribuendo al contempo a diffonderla nei canali nazionali dell’editoria e dell’arte. Contestualmente alla produzione delle tavole grafiche e alla pubblicazione, Angelica si impegna personalmente nel restauro di una vecchia lampara che fa da preludio all’azione performativa parte centrale del progetto Seraluci.

Qui l’artista si mette in gioco, si addentra nel tessuto culturale del territorio, apre al dialogo con le istituzioni, trasforma l’iniziale progettazione bidimensionale in un intervento di arte pubblica. Durante una notte d’estate, infatti, la vecchia imbarcazione oggi rinnovata riprende a solcare il mare lungo la costa di Giovinazzo, seguendo una rotta prestabilita e ospitando a bordo un oratore che riporta contenuti tra ecologia e cultura del Mediterraneo.

L’esperienza visiva della lampara e il racconto orale direttamente associato, trovano un momento di sintesi e riflessione nei cittadini che, osservando dalla terraferma con l’entusiasmo della scoperta, possono così apprezzare questa luce restituita al mare e al tempo stesso ascoltare le parole che giungono fino alla riva. La particolarità di quest’opera consiste nella sua riproducibilità e Diffusione mediante svariati linguaggi, il video per  esempio e la scultura.

La documentazione della performance, infatti, darà presto origine ad una videoinstallazione che vedrà l’impiego di oggetti di scena e dei materiali utilizzati nell’azione partecipata, la stessa barca diventerà un’opera scultorea a testimonianza dell’evento compiuto. Sono molteplici le possibilità di cui l’artista dispone per estendere il potenziale di questo progetto, iniziando presto a farlo “navigare” in altre acque, approdando a più città, nella consapevolezza che l’arte è sempre stata un efficace veicolo di trasmissione culturale. Come il mare.

Luca Panaro

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