Principale Estero Il Senegal è sull’orlo del baratro dopo il rinvio delle elezioni presidenziali

Il Senegal è sull’orlo del baratro dopo il rinvio delle elezioni presidenziali

Il Senegal affronta una crisi politica a seguito del rinvio a tempo indeterminato, delle elezioni presidenziali, previste per il 25 febbraio. La decisione presa dal presidente Macky Sall è arrivata un giorno prima dell’inizio ufficiale della campagna e aumenta i rischi di un’ulteriore repressione contro gli oppositori. La mossa, giustificata con polemiche sulla squalifica di alcuni candidati e accuse di corruzione in casi legati alle elezioni, ha portato a una controversia tra Parlamento e magistratura. Le turbolenze hanno scatenato tuttavia, proteste, arresti e sollevato preoccupazioni sullo stato della democrazia nel paese.

Il Senegal è sull’orlo del baratro dopo il rinvio delle elezioni

La decisione di squalifica riguardava i seggi assegnati proporzionalmente; il ministro degli Interni, nominato dal presidente, ha respinto la lista principale dei candidati della coalizione di opposizione, nota come Yewwi Askan Wi (“Libera il popolo” o YAW). L’invalidazione della lista di YAW si basava sul problema che uno dei loro candidati sembrava essere presente sia nella lista delle primarie che in quella dei sostituti. L’appello contro la decisione non ha avuto successo, il che significa che YAW ora parteciperà alle elezioni con i suoi candidati sostituti, che hanno meno riconoscimento tra gli elettori. Il Senegal fa affidamento su un sistema di voto parallelo per eleggere i rappresentanti della sua Assemblea nazionale composta da 165 membri. Nello specifico, 112 di questi seggi vengono assegnati in base al voto pluralistico, maggioritario. (Tra questi ci sono 15 seggi destinati alla diaspora senegalese.) Altri 53 seggi vengono assegnati sulla base di una formula di distribuzione proporzionale secondo la quale i cittadini votano per liste nazionali di candidati e i seggi vengono assegnati ai partiti in base alla quota di voti ricevuti.

Declino democratico

Il Senegal è da tempo considerato un faro della democrazia nella regione, e attualmente è a rischio. L’escalation delle tensioni ha portato il governo a limitare l’accesso a Internet mobile, provocando scontri tra forze di sicurezza e manifestanti nella capitale Dakar. L’uso di gas lacrimogeni, gli arresti e la rimozione forzata dei parlamentari dell’opposizione che hanno tentato di ostacolare il voto sul rinvio, hanno tutti agito da catalizzatori per i crescenti disordini. La crisi ha portato anche alla revoca della licenza di trasmissione di una rete televisiva privata. Due partiti di opposizione hanno presentato un’istanza al tribunale contestando il ritardo, ma l’esito rimane incerto.

Preoccupazione internazionale

La situazione ha sollevato preoccupazioni a livello internazionale sullo stato della democrazia in Senegal, soprattutto nel contesto di un aumento dei colpi di stato a livello regionale. L’Unione africana è intervenuta, chiedendo che le elezioni siano organizzate il prima possibile e sollecitando tutte le parti a risolvere le controversie attraverso il dialogo. La crisi riflette quello che alcuni analisti descrivono come un “forte declino democratico” in Senegal, potenzialmente danneggiando la sua reputazione di faro di stabilità democratica nell’Africa occidentale. Il rinvio delle elezioni presidenziali, la squalifica dei candidati e le accuse di corruzione hanno contribuito a un cambiamento inquietante nel panorama politico del paese. Un colpo di stato costituzionale in un paese che è stato a lungo un faro per la libertà incoraggerebbe gli autoritari in tutto il continente.

 

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