Principale Arte, Cultura & Società Musica, Eventi & Spettacoli Monopoli, intervista al M° pugliese Luciana Carbonara, eccellenza nel canto

Monopoli, intervista al M° pugliese Luciana Carbonara, eccellenza nel canto

Oggi abbiamo il piacere di intervistare il M° Carbonara Luciana, pugliese (Monopoli), insegnante di canto di grande esperienza e competenza.

Luciana Carbonara non è un’ insegnante improvvisata come purtroppo spesso accade nell’odierno panorama musicale, ma una professionista plurilaureata in conservatorio, con una Laurea in Canto lirico, ed una in Didattica della musica.

Ha partecipato a numerosi concorsi come membro di giuria accanto ad indiscussi professionisti riconosciuti a livello internazionale e a trasmissioni televisive nelle quali ha trattato il mondo dell’insegnamento musicale dal punto di visto metodologico ed offrendo una visione critica dello stesso. In possesso di una vasta esperienza di insegnamento, trasmettere ai suoi allievi non solo le tecniche vocali, ma anche l’emozione e il piacere di cantare.
Scopriamo insieme la sua storia, la sua passione, il suo metodo, in questa interessante intervista.

D: Buongiorno, siamo qui con il Maestro Carbonara Luciana, grazie per aver accettato il nostro invito. Ci può raccontare come ha scoperto la sua passione per il canto e come ha deciso di diventare un insegnante?

R: Ho sempre cantato fin da bambina, ma inizialmente non pensavo di farne una professione. Ho iniziato a studiare canto a 17 anni e mi sono iscritta al conservatorio. Lì ho approfondito le tecniche vocali, la storia della musica, il repertorio. Ho avuto la fortuna di incontrare dei maestri che mi hanno incoraggiato e stimolato, come il M° Luigi De Corato (Baritono famoso a livello internazionale). Poi ho sentito il desiderio di trasmettere la mia esperienza e la mia passione ai giovani che volevano imparare a cantare. Così ho iniziato ad insegnare.

D: Quali sono le qualità che deve avere un buon insegnante di canto?

R: Innanzitutto deve avere una solida preparazione musicale e vocale, ma anche una buona capacità di ascolto e di comunicazione. Deve saper individuare le potenzialità e le difficoltà di ogni allievo, e adattare il metodo di insegnamento alle sue esigenze. Deve essere paziente, motivante, esigente, ma anche flessibile e creativo. Deve saper trasmettere non solo le regole, ma anche l’emozione e il piacere di cantare.

D: Come si svolgono le sue lezioni di canto?

R: Ogni lezione è diversa, a seconda dell’allievo, del suo livello, dei suoi obiettivi, dei suoi gusti musicali. In generale, inizio con degli esercizi di riscaldamento vocale, per preparare la voce e il corpo al canto. Poi passo allo studio della tecnica, e successivamente di un brano, che può essere scelto dall’allievo o da me, a seconda del caso. Mi occupo di tutti gli aspetti del canto: la respirazione, l’intonazione, la dizione, l’espressione, l’interpretazione. Cerco di far capire all’allievo come usare la sua voce in modo naturale, efficace e salutare. Cerco anche di stimolare la sua curiosità e il suo gusto musicale, proponendogli vari generi e stili di canto, dalla musica classica al pop, passando anche per il rock o il musical.

D: Quali sono le soddisfazioni e le difficoltà che incontra nel suo lavoro?

R: La soddisfazione più grande è vedere i progressi dei miei allievi, sentirli cantare con consapevolezza, gioia, personalità. Mi fa piacere quando mi dicono che il canto li aiuta ad esprimersi, a liberarsi, a divertirsi. Mi fa anche piacere quando partecipano a concorsi, audizioni, spettacoli, e ottengono dei riconoscimenti. Le difficoltà sono legate soprattutto alla gestione del tempo, alla conciliazione tra il mio ruolo di insegnante e quello di artista la cui crescita non può mai concludersi. A volte è difficile trovare il giusto equilibrio tra le due attività, che richiedono entrambe impegno, dedizione, energia. Ma sono felice di fare questo lavoro, perché il canto è la mia vita.

D: Grazie mille, maestro, per averci raccontato la sua esperienza e la sua passione. Le auguriamo buon lavoro e buon canto.

R: Grazie a voi, è stato un piacere. Arrivederci.

 

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