Principale Estero Continua il braccio di ferro tra Hamas e Israele

Continua il braccio di ferro tra Hamas e Israele

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Forse uno spiraglio nelle trattative per un accordo tra Hamas e Isarele, ma continua la linea dura di Netanyahu

Le proproste dei mediatori si susseguono, ma tutto sembra ancora in una situazione di stallo nel conflitto tra Hamas e Israele. E tra luci ed ombre, tra speranze e delusioni continua incessantemente questo conflitto sempre più cruento e spietato.

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Una fuga desolante

Le due parti appaiono sempre più determinate e ferme nelle loro posizioni, mentre si fa sempre più incalzante il pressing degli Usa. Antony Blinken infatti nella giornata di sabato arriverà a Tel Aviv per la sesta volta, nella speranza di trovare argomentazioni valide per ammorbidire l’intransigente leader israeliano, Netanyahu.

Hamas

Hamas intanto fa sapere di aver ricevuto lo schema per un’eventuale intesa ed invia, nella giornata di domani, una propria delegazione a Parigi. Ma le condizioni, come reso noto dal suo leader Ismail Haniyeh, sono sempre le stesse. Il cessate il fuoco immediato e il ritiro totale delle truppe israeliane da Gaza. Caso contrario, nessun accordo sugli ostaggi.

Hamas rivendica la restituzione legittima delle proprie case ai palestinesi e quella libertà cui il popolo palestinese anela da tempo.

Netanyahu

Ma, sempre più rigido nelle sue posizioni e appoggiato dall’ala estremista del suo partito, Benjamin Netanyahu respinge due proposte chiave per la liberazione degli ostaggi e per una duratura tregua.

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Benjamin Netanyahu

Afferma infatti che Israele non si ritirerà mai dalla Striscia, né, tantomeno, rilascerà migliaia di militanti palestinesi incarcerati. Tra questi anche donne ed anziani.

Una situazione, dunque, che sembra non avere una soluzione e che non lascia dubbi sulla non accettazione da parte del leader israelianeo della proposta di una tregua in tre fasi, presentata durante i colloqui di Parigi.

La guerra

Intano, dopo l’incursione rocambolesca dei corpi scelti israeliani nell’ospedale di Ibn Sina, nella città settentrionale di Jenin, continuano, anzi s’infittiscono le operazioni militari israeliane. Ovviamente volte allo sterminio dei militanti di Hamas, ma che decimano anche la popolazione di Gaza, ormai privata anche degli aiuti umanitari.

Una storia che sembra scrivere le sue pagine con il sangue di innocenti. Una storia che leggeremo in futuro con orrore.

 

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