Principale Estero A Gaza non c’é posto per vivere

A Gaza non c’é posto per vivere

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Strage di civili a Gaza.  S’intensificano i bombardamenti israeliani

Si fa sempre più pesante il bilancio delle vittime a Gaza, salito a circa 15.800.

Donne, bambini, anziani, cadono sotto il fuoco incessante dei bombardamenti israeliani in uno scenario apocalittico. Intanto s’intensifica anche l’offensiva di terra di Israele che spinge i palestinesi in una porzione di territorio sempre più ristretta.

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In cerca di vita

Ovunque macerie, ovunque distruzione, mentre echeggiano grida di disperazione e la vita appare come un sogno irrealizzabile.

Nella tragedia di Gaza perdono la vita terroristi di Hamas, ma tanti, troppi innocenti. E lo spettro di una catastrofe umanitaria incombe su questo territorio martoriato.

La determinazione di Netanyahu

Il pugno di ferro di Netanyahu si alza inesorabilmente su quel che resta di una popolazione decimata, stremata, in cerca di una via di salvezza. E a nulla servono le proteste dei familiari degli ostaggi israeliani, ancora nelle mani di Hamas da quel terribile 7 ottobre. A nulla servono le richieste anche degli Stati Uniti di mitigare la ferocia dei suoi attacchi, risparmiando la popolazione civile della Striscia.

Tutto si consuma nell’odio. La vita, la morte.

Un esodo continuo

Nella giornata di ieri l’esercito israeliano ha chiesto alla popolazione palestinese l’evacuazione verso Sud, in vista dell’ampliamento della propria offensiva, volta all’eliminazione dei leaders di Hamas. Ma i bombardamenti aerei non hanno risparmiato i cieli del Sud di Gaza.

Le dichiarazioni di Israele

Intanto Israele fa sapere di prendere di mira i terroristi di Hamas. E attribuisce ai militanti la colpa delle vittime civili. Al 70% donne e bambini.

Accusa infatti Hamas di essere responsabile di questa strage  perché opera in quartieri residenziali. Una giustificazione effimera?

Solo la storia di questi giorni sanguinosi potà darci una risposta.

Un isolamento totale

” Gaza é…di nuovo oscurata”, questo é il messaggio diramato oggi dalla compagnia di telecomunicazioni della Striscia, PalTel. Interrotti dunque tutti i servizi di telefonia mobile e le connessioni Internet in tutto il territorio palestinese.

Un comunicato, questo, postato sui social, che fotografa la tragedia in atto.

Ore febbrili 

Gli occhi del mondo sono puntati su questa guerra terribile. E a nulla servono i numerosi appelli rivolti dal Papa, da Guterres e da tanti altri per un cessate il fuoco.

Svanite anche le speranze di un prolungamento della tregua, si teme per l’incolumità degli ostaggi israeliani.  Ma si grida anche ‘Basta’ a questa catastrofe umanitaria.

Si cerca incessantemente una soluzione pacifica a questo odio dirompente che sta seminando solo morte. E le mediazioni  sono in corso in un crescendo di tensione.

Ogni ora infatti potrebbe essere l’ultima per una popolaione inerme, ma anche per gli ostaggi nelle mani di Hamas.

 

 

 

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