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All’Auditorium Nino Rota: la Nona Sinfonia in re minore op. 125, per quattro voci soliste, coro e orchestra

BARI – Nella Storia della Musica, Ludwig van Beethoven (Bonn,1770 – Vienna 1827)  è una figura d’uomo e di artista assolutamente nuova e rivoluzionaria. Nella sua vita cercò sempre e disperatamente la libertà e l’indipendenza. E la sordità pesò indubbiamente tanto, come una sorta di spada di Damocle nella sua vita.

Questo è un dato imprescindibile anche per il capolavoro sublime e assoluto che ieri sera abbiamo ascoltato nell’Auditorium Nino Rota: la Nona Sinfonia in re minore op. 125, per quattro voci soliste, coro e orchestra. Una sinfonia mastodontica e monumentale, che di rado abbiamo ascoltato a Bari con l’Orchestra Sinfonica ed un Maestro tedesco precedentemente titolare della Direzione.

Una lettura la sua di buon interesse, ma scarsa espressività. L’orchestra si è disimpegnata con buoni momenti di rara abnegazione e concentrazione. Bravi i quattro solisti impegnati e i cori che abbiamo ascoltato con interesse indubbio, tra cui quello della Accademia della Scala di Milano.

La Nona, va detto, è una composizione di notevole difficoltà per le sue  linee polifoniche e contrappuntistiche di grande attenzione, che un Genio come il Titano di Bonn ricreava magnificamente.

Ergo occorre un Orchestra capace di grandi numeri, e soprattutto intonazione precisa ed addomesticata che agli archi di Bari, in  particolare, mancava ieri sera.

Abituati all’abilità ed al nitore dell’Orchestra Sinfonica del Petruzzelli, giunta ormai ad una consacrazione tale che la pone tra le prime dieci compagini sinfoniche italiane, quella Metropolitana esce dal confronto indubbiamente con le ossa rotte.

E’ indubbia la volontà e l’impegno straordinari dei musicisti, che con pochissime prove, va dato atto, hanno regalato al foltissimo pubblico presente ieri sera all’Auditorium un bel concerto.

Ma ci sono da rivedere, o meglio, riascoltare dei momenti salienti della grande sinfonia bethoveniana. Ieri, comunque, l’Orchestra ha fatto un grande passo in avanti per avvicinare alla Musica d’Arte questa città ed i suoi abitanti. Ed è questo sicuramente un dato fondamentale ed imprescindibile per Bari.

Alessandro Romanelli

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