Principale Estero Kiev conferma, l’Occidente ha impedito la pace

Kiev conferma, l’Occidente ha impedito la pace

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Circa due settimane fa due giornalisti tedeschi hanno pubblicato un lungo articolo ricostruendo  la storia dell’accordo di pace tra Ucraina e Russia della primavera dell’anno scorso che non andò in porto proprio stata per essere firmata perché Washington voleva la guerra e spedì a Kiev  quell’idiota porcelloso di Boris Johnson per imporre a Zelensky di continuare a combattere.

Dunque i veri autori della strage che è poi seguita e che a quanto pare è stata catastrofica oltre ogni immaginazione per l’Ucraina ,si trovano come sempre a Washington, ma naturalmente i media del regime globale hanno tirato fuori la macchinetta narrante e con grande fantasia hanno parlato di teoria del complotto e di disinformazione russa. Certo non si può dire che certa gente abbia poco coraggio nel fare a pezzi la propria dignità. Ma tanto era disinformazione russa  che questa stessa ricostruzione degli eventi ora proviene anche dallo stesso ufficio di Zelensky: pochi giorni fa David Arakhamia, leader del partito Il Servo del Popolo ha confermato che è stato Boris Johnson a sabotare i colloqui di pace tra Ucraina e Russia.

E del resto Arakhamia ha rivelato anche il perché di questa decisione: la piattaforma di pace aveva come sua base che l’Ucraina dichiarasse la propria neutralità e rifiutasse categoricamente l’adesione alla NATO. E’ questo che i poveri deliranti di Washington non potevano accettare. Poco prima di questa mossa, i russi avevano accettato di ritirarsi da Kiev in segno di buona volontà e come ci i poteva aspettare questa circostanza fu sfruttata come dimostrazione che l’Ucraina era vittoriosa. E tutti gli idioti occidentali a crederci nonostante il fatto che di 3000 mezzi corazzati che circondavano la capitale ucraina e che sarebbero stati distrutti non rimaneva alcuna traccia.

Il leader bielorusso Lukashenko che aveva ospitato i colloqui di pace è andato oltre e ha vuotato il sacco ancora di più. Ha detto che avevano concordato un contratto di locazione anche per la Crimea e il Donbass. La Russia non avrebbe quindi alcuna pretesa territoriale su nessuna zona dell’Ucraina, nemmeno sulla Crimea. Ora la situazione è chiaramente cambiata ed è tutta farina del sacco di Washington.  Il fatto che un’altra storia di propaganda occidentale sia stata ora rivelata direttamente da Kiev non interessa quasi a nessuno, soprattutto ai media al potere. Lì l’Ucraina è quasi diventata una nota a piè di pagina, mentre i costrutti della propaganda vengono sempre più smascherati.

 

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