Principale Attualità & Cronaca Don Marco Mancini: quando l’educazione dava i suoi frutti!

Don Marco Mancini: quando l’educazione dava i suoi frutti!

Dario Patruno

Non è facile ricordare, perché riduttiva, la straordinaria esistenza di un educatore parroco dal carattere non facile ma al tempo stesso paterno e affettuoso quanto bastava a forgiare le coscienze di chi viveva una stagione difficile a Bari dove la gioventù studentesca frequentava le sezioni di partito e a volte guardava con sospetto e antipatia a chi bazzicava preti, pensando che l’uomo in tonaca condizionasse il pensiero di giovani in formazione. Niente di più falso.

Chi ha avuto la fortuna di frequentare Don Marco e la Parrocchia del Sacro Cuore, come me, dal 1972 al 1984, ha compreso che la gratitudine non verrà meno al pastore di anime da parte di chi come me, cresciuto con sentimenti cristiani per tradizione, ha dovuto ricominciare ad innamorarsi della figura di Gesù Cristo lontana dai santini ma vicina alle persone in un rapporto in gruppo tra coetanei. Lo stare insieme ogni sera davanti al sagrato della Chiesa posta al civico 72 di Corso Cavour a Bari, sul marciapiede, anche a volte con il freddo pungente di questi giorni per chiacchierare su quanto ci era accaduto nella giornata, diventava prassi. Alla fine del suo lavoro, Don Marco veniva fuori e alle nostre lamentele, da persona esperta ci dava consigli spiccioli ma preziosi, minimizzando le problematiche di studio o di rapporti tra amici e invitandoci a badare all’essenziale, a ritrovare una spiritualità sobria ma gioiosa nelle celebrazioni liturgiche. Ci invitava ad incontrare i poveri che nel quartiere erano tanti, aiutandoli nelle necessità quotidiane, di cibo e se invalidi, anche nelle funzioni vitali di spostamenti fisici. Piccoli gesti per toccare con mano il Cristo dei poveri, quello tanto caro a Papa Francesco che stentiamo a riconoscere.

Ma Don Marco grande fan del prof. Aldo Moro (nato nel 1916) conosciuto da studente universitario (Don Marco era del 1924), che stimava per il rigore morale e la sua visione politica, aveva anche uno sguardo sugli avvenimenti della storia molto più aperti di tanti suoi “ colleghi” quando ci invitava a studiare il Concilio Vaticano II e a costituire gruppi di Studio sulle Costituzioni Conciliari. Ricordo che ero il segretario del gruppo di lavoro sulla Costituzione Gaudium et Spes, La Chiesa nel mondo contemporaneo con testo in latino e traduzione a fronte.

Altro esempio della concretezza e dell’affetto. Nelle sere successive alla uccisione di Benedetto Petrone, era particolarmente preoccupato   della nostra incolumità e ci invitava a rientrare presto la sera, chiedendo la cortesia di chiamare al telefono, all’epoca non esistevano i cellulari, per tranquillizzarlo del nostro rientro a casa.

Ma ci lasciava liberi di organizzare anche musical bellissimi … come Jesus Christ Superstar, tratto dall’opera rock, rappresentato in Chiesa, per avvicinare i lontani al Mistero della Fede, insomma un educatore a tutto tondo.

Perciò il modo migliore per ricordarlo è praticare l’amore per la Chiesa, costituita nel rapporto tra le persone dove lo stare insieme vale più di ogni insegnamento perché l’amicizia in Cristo è la sola vera amicizia in grado di rendere la persona veramente libera.

1 COMMENTO

  1. Un ricordo carico di emozioni e suggestioni!
    Dario Patruno ha ben evocato i tempi ” andati” e la figura di un Educatore di Anime,che ha lasciato un’ impronta indelebile nella storia della Città di Bari e nella vita di tanti giovani.

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