Principale Estero Vertice Ue-Canada: conflitto Israele-Hamas, cambiamenti climatici in cima all’agenda

Vertice Ue-Canada: conflitto Israele-Hamas, cambiamenti climatici in cima all’agenda

Il primo ministro Justin Trudeau giovedì sera, ha dato il via a un vertice di due giorni con i due massimi capi di stato dell’Unione europea, il presidente del Consiglio europeo Charles Michel e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen in un piccolo birrificio sulla riva dell’Oceano Atlantico a St.John’s, capitale di Terranova e Labrador. ll vertice arriva mentre infuriano le guerre nella Striscia di Gaza e in Ucraina. Tuttavia, il primo ministro Justin Trudeau non ha affrontato direttamente la guerra tra Israele e Hamas né l’invasione russa dell’Ucraina, ma ha riconosciuto che il vertice si svolge in un momento in cui il mondo affronta “tempi estremamente complessi”. Mentre, il presidente del Consiglio europeo Charles Michel ha ribadito il sostegno dell’Europa alla soluzione dei due Stati in Medio Oriente. Inoltre ha affermato che il Canada e l’UE condividono da tempo gli stessi valori di democrazia, dignità e libertà, e che la violenza in corso sottolinea la necessità di lavorare insieme su questioni che vanno dalla pace e sicurezza alla lotta al cambiamento climatico.

Vertice Ue-Canada: colloqui formali

I leader hanno sottolineato che l’impegno condiviso dell’UE e del Canada a favore dei valori democratici, del multilateralismo e dell’ordine internazionale basato su regole costituisce il fondamento delle loro relazioni. Hanno inoltre annunciato: nuove aree di cooperazione grazie alla creazione di un’Alleanza Verde, il lancio di una partnership digitale e la partecipazione del Canada a Orizzonte Europa. Anche l’energia dell’idrogeno tra gli argomenti di discussione, poiché il Canada atlantico punta a diventare un importante fornitore di idrogeno per i mercati europei, in particolare la Germania. I leader, hanno espresso la loro preoccupazione per l’aggravarsi della crisi umanitaria a Gaza e hanno accolto con favore la risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che richiede pause e corridoi umanitari urgenti ed estesi in tutta la Striscia di Gaza.

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