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Dopo la bufera giudiziaria su ex Ilva di Taranto, Europa Verde interroga Fratin

Europa Verde presenta un’interrogazione al Ministro Pichetto Fratin

Aderendo a una nostra richiesta, l’on. Angelo Bonelli, co-portavoce nazionale di Europa Verde ed eletto con Alleanza Verdi e Sinistra, ha depositato oggi un’interrogazione a risposta immediata che sarà discussa domani in Commissione Ambiente della Camera dei Deputati. E’ rivolta al Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica che nell’analoga sede al Senato ha dichiarato: ”La decarbonizzazione del processo produttivo e la realizzazione di un forno elettrico sarà graduale e richiede tempi lunghi”.

L’interrogazione riprende la notizia pubblicata oggi sulla Gazzetta del Mezzogiorno di una nuova indagine per concussione, falso e inquinamento a carico dei responsabili dei controlli sull’attuazione del Piano Ambientale ILVA e i dati delle centraline ARPA che riportano picchi di benzene e benzopirene nell’ultimo anno.

Nonostante i lavori effettuati che secondo ISPRA sarebbero stati eseguiti a regola d’arte, gli impianti ILVA producono ancora picchi elevati di emissioni provocando danni inaccettabili alla salute e all’ambiente di Taranto, in una città definita “Terra di sacrificio” dall’ONU; per tale motivo Angelo Bonelli ha chiesto quali azioni urgenti il Ministro intenda porre in essere, anche alla luce della nuova inchiesta, affinché gli impianti ILVA cessino di produrre emissioni nocive per i cittadini e l’ambiente, adottando anche in Italia la soglia oraria dello Stato della California sull’emissione di benzene. Infatti la soglia legale in Italia è pari a 5 µg/m3 come media annuale, ma le centraline registrano spesso picchi che suscitano allarme per la salute di chi vive in questo territorio. Angelo Bonelli continua a presidiare dal parlamento la vicenda Ilva che lui stesso ha contribuito a rendere di rilievo nazionale.

Ringraziamo la magistratura per il suo impegno per la legalità che si svolge in un ambito fortemente atipico visto che la normativa sull’Ilva è unica nel suo genere tanto da sembrare scritta proprio per legare le mani agli inquirenti. I governi degli ultimi dieci anni dopo il sequestro dell’area a caldo firmato nel luglio 2012 dal Gip Patrizia Todisco non hanno garantito il diritto alla salute di chi vive a Taranto e di chi lavora nell’Ilva; hanno invece creato una normativa speciale e destinato ingenti risorse per far funzionare gli impianti. Aspettiamo di conoscere la posizione del Ministro Pichetto Fratin

Sarebbe indecente se il governo continuasse a bruciare soldi pubblici per foraggiare un’azienda che non dà lavoro, che preclude il rilancio di altre attività del territorio, che danneggia l’ambiente e la salute; i dati sulla salute e sull’ambiente dicono che è arrivato il momento di attuare un percorso virtuoso di transizione ecologica attraverso la chiusura dell’area a caldo, lo smantellamento degli impianti,  le bonifiche e la decontaminazione dei terreni impiegando gli operai, coniugando davvero salute, ambiente e lavoro, dando una nuova immagine della città di Taranto che non sia più considerata zona di sacrificio ma di rinascita. Non ci aspettiamo niente di buono da questo governo, ma Europa Verde continuerà nel suo impegno per il futuro di Taranto.

Fulvia Gravame

Co-portavoce regionale Europa Verde Puglia

Antonio Lenti

Consigliere comunale Europa Verde Taranto

Eliana Baldo

Co-portavoce cittadina Europa Verde Taranto

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