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Trani, HEART Festival: il ritorno di Giorgio Poi con un viaggio siderale nella sua musica d’autore

10 DICEMBRE – L’Heart Festival è giunto alla sua IV edizione, grazie al sostegno dei volontari dell’Hastarci Trani, della città di Trani e della Regione Puglia e non poteva che festeggiare questo momento con la grandiosa musica di una delle firme e voci più riconoscibili e apprezzate del nuovo cantautorato italiano, Giorgio Poi.

Il trentaseienne originario di Novara – tra aperture ai Phoenix e a Tame Impala – mancava dalla Puglia dal 2019 e in un’ora e mezza è riuscito a ridurre le distanze temporali, riportandoci a ogni singolo prezioso momento, segnato dai suoi album all’attivo. Lo possiamo definire ad occhi chiusi e con le orecchie ben aperte come un viaggio siderale ed emozionale tra Fa niente, Smog e Gommapiuma (Bomba Dischi), tre tappe che hanno portato alla nascita e all’affermazione graduale e meritata di un vero Artista.

Ad ospitare questo attesissimo ricongiungimento, una location alquanto insolita e minimal, l’Auditorium Mons. Pichierri, che ha accolto i numerosi amanti del Poi con una mostra d’arte di giovani illustratori e visual designer locali. In platea posti a sedere, unica nota dolente della serata, compensata però da una grandissima partecipazione di tutti i presenti con applausi, cori e movimenti di braccia, testa e spalle. Non l’ideale, ecco, ma comunque efficace a tenere alta la concentrazione su una performance nata principalmente per comunicare.

Dal buio del primo brano strumentale – che dà il nome al suo ultimo disco e in cui Giorgio regala uno struggente assolo di sax soprano – l’atmosfera si è pian piano schiarita e riscaldata, divenendo sempre più avvolgente. È un effetto naturale dei suoi concerti, eppure sta volta è stato enfatizzato da un nuovo lavoro musicale e testuale, sì pregno dell’oniricità mista a realtà e al pizzico di ironia che lo contraddistinguono da anni, ma con il preciso obiettivo di trasmettere un senso di rifugio e di morbida protezione delle fragilità umane. Non a caso la scelta del gommapiuma, materiale che attutisce i colpi e assorbe con la sua fortissima leggerezza. Un ossimoro, penserete, e infatti è proprio in linea con il messaggio dell’album: bisogna ricordarsi che essere leggeri è l’unica chiave per planare su un mondo che va a rotoli e non rimanerne schiacciati.

Dagli esordi nel 2017 ormai la maturità artistica raggiunta dal Poi è ben chiara e la percepiscono prepotentemente tutti i nostri cinque sensi, accompagnati da arrangiamenti dilatati, orchestrali e profumati di jazz verso liriche evocative di quotidianità, connessioni interpersonali e sentimenti malinconici derivanti da un’anima sensibile che osserva, riflette e scava nel profondo. Un grande spettacolo da portare in scena, totalmente impostato per le mani, le menti e le corde vocali di quattro ragazzi talentuosi – Giorgio a voce, chitarre e sax, Matteo Domenichelli al basso, Francesco Aprili alla batteria e Gianluca Vassetti alle tastiere – uniti da una sincerità e complicità palpabile, che ha riempito l’aria e il palco illuminato semplicemente da colori chiari e vivaci. Tutta la magia che si è creata inevitabilmente intorno è stata solo merito loro.

E se da una parte l’intento era la protezione, dall’altra con i brani di “Smog” e “Fa Niente” i cuori si sono spalancati, i ricordi riaffiorati e le parole uscite dalla bocca naturalmente perché ormai sono e saranno sempre Certezza. Dal più datato, Niente di strano, al più recente, Ossesso, passando per la grande hit Missili per poi tornare a valle con Moai e dritti a casa insieme a Tubature, ultima canzone della serata che per l’entusiasmo del pubblico avrebbe potuto non concludersi mai.

Non importa quante volte tu abbia ascoltato un suo live perché fin quando – e si spera per moltissimo – Giorgio Poi avrà voglia di destabilizzarci, di incantarci e arricchirci con la sua musica, ci sarà sempre tempo e spazio per entrare in empatia con lui, respirare la sua arte e accoglierlo nelle nostre vite, in tutte le stagioni e in ogni salsa.

Fa quasi paura realizzare che un artista possa dar voce al tuo pensiero con una semplice dolcezza e una raffinatezza stilistica di tale livello, ma è possibile ed è proprio questa abilità a farlo ascendere all’Olimpo dell’attuale musica d’autore italiana.

Desiderio da esprimere per Natale? Più Poi per tutti!

SCALETTA:

Gommapiuma

Barzellette

I pomeriggi

Erica Cuore Ad Elica

Rococò

Il tuo vestito bianco

Paracadute

Vinavil

Giorni Felici

Supermercato

Napoleone

Stella

Acqua Minerale

La musica italiana

Niente di strano

Ossesso

Missili

Moai

Tubature

 

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