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“Sangue del mio sangue”, il libro sulla strage di Buonvicino a firma Arcuri-Caruso

“Sangue del mio Sangue” è il titolo dell’opera scritta dalla giornalista Fabrizia Rosetta Arcuri e dal noto criminologo Sergio Caruso, edita dalla Falco M. Edizioni ed uscita nella sua prima edizione nel 2021.

L’opera scritta a due mani narra la storia della più grande strage familiare compiuta in Italia. La rosa è il simbolo per eccellenza dell’amore e delle emozioni, nonché di una grande bellezza che nasconde anche le sue spine.

Dolore, inganno o autodifesa di quella fragilità di ogni essere vivente che sa di vivere sospeso tra il bello e il brutto ma che si concede solo a chi sa coglierne la disarmonia; è la vita. Essa è bianca proprio perché simboleggia il colore della purezza ma, in copertina, macchiata dal sangue versato e i sei bossoli rappresentano, invece, ogni anima persa prematuramente in quella fatidica notte.

In 168 pagine si narra, dunque, della strage di Buonvicino, piccolo borgo situato in provincia di potenza che è stato il protagonista e lo scenario di crimini efferati consumati nel lontano 19 novembre 1996; ben quattordici ore di terrore hanno scandito il tempo che ha visto l’uccisione di sei persone, tre delle quali infanti.

Protagonista e carnefice della tragica vicenda fu il carabiniere Alfredo Valente, all’epoca dei fatti trentatreenne, il quale – rifiutando di accettare la rottura del proprio matrimonio –  partì da Formia (Latina), ove prestava servizio per raggiungere la propria abitazione in Calabria; qui uccise  sua moglie, Genny Salemme, ed i parenti della donna. Alfredo Valente e sua moglie Genny erano sposati da alcuni anni e avevano una figlia, Alessandra, di soli quattro anni. La loro unione poteva definirsi ormai conclusa all’epoca dei fatti e, quando A. Valente giunse in Calabria, la moglie aveva appena terminato di cenare in compagnia di sua figlia Alessandra e dei suoi genitori, Raffaele Salemme e Marianna Amoroso.

Con loro vi erano anche Francesca Salemme, sorella trentottenne di Genny e suo cognato , Luigi Benvenuto o quali erano con i loro due bambini: Fabiana e Marco, rispettivamente di undici e tre anni.

La prefazione è stata curata dal professor Francesco Bruno, perno della criminologia italiana il quale era, a quel tempo, consulente del pubblico ministero.

Un libro imperdibile, un’analisi accurata e scientifica che contiene e custodisce informazioni della scena del crimine, così come riportate dagli atti ufficiali del PM ed i risultati e le constatazioni emerse durante il processo e le indagini preliminari.

Il saggio, acquistabile anche online, include la preziosa testimonianza di uno dei due superstiti di questo tragico avvenimento criminologicamente rilevante che, ancor ‘oggi, è ricordato come uno dei più cruenti della cronaca nera nazionale.

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