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“Templari e Giovanniti nel Mezzogiorno Normanno-Svevo”, la nuova uscita editoriale di Vito Ricci

È stato pubblicato nelle scorse settimane nella collana Quaderni di Historia Regni l’ultimo volume di Vito Ricci intitolato “Templari e Giovanniti nel Mezzogiorno Normanno-Svevo. Insediamenti e uomini” che si occupa della presenza dei due Ordini religioso-militari nel Regno di Sicilia durante l’epoca normanno-svevo soffermandosi su due aspetti tra loro complementari: la distribuzione degli insediamenti (domus, precettorie, mansioni, chiese, ospedali) e la partecipazione degli associati laici alla vita degli Ordini, elemento quest’ultimo spesso trascurato dalla letteratura.

I due Ordini, sebbene affondino le proprie origini nella Terrasanta, ebbero un’importante presenza nell’Italia Meridionale, area geografica a metà strada tra l’Europa e l’Oriente, ricca di approdi portuali (Barletta, Brindisi, Bari, Messina), con una buona viabilità ereditata dall’epoca romana e con la possibilità di impiantare delle vere e proprie aziende agricole dedite alla cerealicoltura e all’allevamento ovino, in Capitanata e in Sicilia, e all’olivicoltura in Terra di Bari. Sono questi i fattori che l’Autore identifica come prioritari nelle strategie insediative di Templari e Giovanniti già a partire dall’epoca normanno-svevo durante la quale metteranno le basi per la definitiva affermazione che si realizzerà nella seconda metà del Duecento. Donazioni ed elargizioni da parte del potere laico, soprattutto grandi feudatari, assai meno la monarchia, e di quello religioso, spesso vescovi che vedevano – specialmente negli insediamenti giovanniti – la possibilità di creazione di strutture per l’accoglienza di pellegrini e viandanti, favorirono la diffusione sul territorio; ma gli Ordini non disdegnavano anche una certa “illegalità” durante la minore età di Federico II, quando approfittarono della debolezza della monarchia per incamerare beni demaniali in modo fraudolento e che lo Svevo si riprenderà con tutti gli interessi attraverso delle spogliazioni, eclatante il caso della Capitanata, salvo poi cambiare idea in punto di morte. L’altro argomento affrontato da Ricci riguarda i familiares del Tempio e dell’Ospedale, una vasta gamma di uomini e donne laici che gravitavano attorno alle case con funzioni diverse: servi, collaboratori, salariati, associati, donati, con un intreccio di interessi tra lo spirituale e l’economico, un mondo tutto da esplorare e comprendere.

A caratterizzare il volume, oltre al consueto approcciato di natura qualitativa, vi è anche quello dell’analisi quantitativa con il ricordo a grafici e tabelle, così come il costante ricorso all’elemento geografico con la produzione di cartografia. La prefazione del libro è di Helen Jane Nicholson, docente di storia medievale dell’Università di Cardiff, mentre la prefazione è di Luigi Russo, professore associato di storia medievale presso l’Università Europea di Roma, entrambi Autori specializzati nello studio degli Ordini militari e nelle Crociate, entrambi sono tra i primi 10 autori, nella lista redatta dalla SSCLE (Society for the Study of the Crusades and the Latin East), sulla base della The International Medieval Bibliography (IMB) e della Bibliography of Medieval Civilisation (BCM) negli anni che vanno dal 2002 al 2022.

Vito Ricci, Templari e Giovanniti nel Mezzogiorno Normanno-Svevo. Insediamenti e uomini, prefazione di Helen J. Nicholson e post-fazione di Luigi Russo, Quaderni di Historia Regni, D’Amico Editore, Nocera Superiore 2022.

Pagina personale dell’Autore: https://independent.academia.edu/VitoRicci

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