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Volano ‘gli stracci’ nel fronte del ‘sì’ sulle cause del flop del referendum

L’Unione delle Camere Penali sostiene che l’iniziativa referendaria “sia stata appaltata solo alla Lega” suscitando le ire dei radicali e anche di molti avvocati-

di Manuela D’Alessandro

© Aleandro Biagianti / Agf – Referendum

 

AGI  – Avvocati contro avvocati e radicali contro l’Unione delle Camere Penali Italiane. Dopo il fallimento dei referendum sulla giustizia, c’è molta inquietudine tra chi ha sostenuto il sì ai cinque quesiti rimasti molto lontani dal quorum.

L’affondo dell’Unione Camere Penali

Ad attaccare per primo è stato l’organo di rappresentanza presieduto da Gian Domenico Caiazza che, in una nota diffusa già ieri sera, ha parlato “dell’assurdità di un’ iniziativa referendaria appaltata a una forza politica in esclusiva, su quesiti scelti e scritti senza interpellare nessun soggetto politico, associativo, accademico, culturale tradizionalmente vicino al patrimonio delle idee liberali della giustizia”. E oggi sta arrivando la risposta, indignata, dei radicali e degli avvocati che non condividono  l’’epigrafe’ alla consultazione incisa dall’Unione.

“Il metodo radicale è andare con chiunque, anche con la Lega”

Simona Giannetti, legale iscritta all’organizzazione e consigliera generale del Partito Radicale, sintetizza il malumore su entrambi i versanti: “E’ imbarazzante il comunicato della Giunta dell’Unione delle Camere Penali – spiega all’AGI la penalista, portavoce della campagna referendaria a Milano -. Si arroga il diritto di attribuire ai promotori il disastro di una cittadinanza astenuta perché i penalisti non sarebbero stati coinvolti. Rivendico il metodo radicale che da sempre che è quello di fare le battaglie sui contenuti con chiunque voglia affiancarli. Invece tanti avvocati non hanno raccolto le firme perché c’era la Lega e chi avrebbe dovuto stare con noi pancia a terra, come l’Unione, non l’ha fatto. Non era la battaglia di un partito e sarebbe dovuta essere prima di tutto quella dei penalisti che sperimentano sul campo i problemi della giustizia e la necessità delle riforme”.

Giannetti evoca Marco Pannella “che cercava terreni comuni” e aggiunge: “Non c’è fine al disastro. Peggio ci sono solo gli avvocati antileghisti, antifascisti, che gioiscono di questa società di questa società istigata dai giornali e dal sistema. Che vergogna”.

Gli avvocati critici con la loro organizzazione

Tanti gli avvocati critici con l’Unione che stanno prendendo posizione sui social. Aldo Luchi, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Cagliari, condivide la posizione di Giannetti e afferma di non sentirsi rappresentato dall’organizzazione da cui è uscito anni fa. Beatrice Saldarini, presidente dell’assemblea della Camera Penale di Milano, utilizza anche lei l’aggettivo “imbarazzante” per definire l’intervista di Caiazza al ‘Corriere della Sera’ in cui il presidente dichiara che, a causa dell’”improvvisazione” dei promotori del referendum, “questo atto politico avventato rischiamo di pagarlo tantissimo perché sarà più difficile discutere su questi temi”.

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