Principale Cultura & Società Salento da scoprire. Il culto di San Pantaleone anargiro

Salento da scoprire. Il culto di San Pantaleone anargiro

San Pantaleone nel mondo: San Pantaleone, icona bizantina (Monastero di Santa Caterina, Monte Sinai)

Salento da scoprire
Il culto di San Pantaleone anargiro
di Claudia Babudri

Il Basso Salento è un’area di grande rilievo per le bellezze paesaggistiche unite alla presenza del fenomeno rupestre. Siamo nel territorio comunale di Salve, in provincia di Lecce, precisamente nella meravigliosa cornice del Canale di Fano. Lungo la sua dorsale orientale si collocano tre grotte: di esse una sola conserva tracce di una antica teoria di santi di matrice bizantina. Vi si accede da una unica apertura scavata nella roccia. L’ambiente interno è diviso in due invasi: il primo, di forma rettangolare, ha dimensioni maggiori del secondo. I due ambienti sono divisi da una parete e comunicano tramite una apertura scavata nel mezzo. Si ritiene che la grotta avesse funzione di culto per la presenza di due corsie di sedili scavati nella roccia nella prima e più ampia stanza. I sedili erano destinati ai fedeli riuniti per la celebrazione della messa. Una piccola nicchia semicircolare sulla parete settentrionale era probabilmente destinata a contenere il pane e il vino eucaristici.

San Pantaleone nel mondo: San Pantaleone, mosaico nel monastero di Hosios Lukas (Distomo, Beozia)

Sopra gli scranni scavati nella roccia sono visibili tracce di antiche decorazioni tra le quali spiccano i resti meglio conservati della parete meridionale, a destra dell’entrata.
Su uno sfondo per metà ocra e per metà blu, si stagliano ben otto santi. Di loro sopravvivono alcuni sbiaditi dettagli delle teste aureolate e dei corpi. La datazione, di difficile definizione a causa delle poche tracce pittoriche sulle pareti rocciose, è stata ascritta alla fine del X secolo. Tra i personaggi visibili, spiccano due santi. Il primo, con nimbo dorato, è un martire provvisto di croce astile bianca. Il suo volto è incorniciato da una capigliatura bruna e una corta barbetta.  Il secondo, per l’iscrizione alla destra dell’aureola e la presenza intuibile di un bisturi oggi scomparso, è comunemente identificato con San Pantaleone di Nicomedia. In vita egli era un medico martirizzato sotto Diocleziano con i santi Cosma e Damiano. Viene chiamato “anargiro”, ovvero “senza argento” perché svolgeva la sua professione senza recepire compenso. Altero ed elegante, il santo medico era particolarmente venerato a Bisanzio e nella sua area di influenza (come la Puglia). Ancor oggi la sua devozione non è scomparsa nel leccese. Per esempio, ogni 27 luglio a Martignano si festeggia il patrono Pantaleone e si attende il miracolo della liquefazione del suo sangue in una bolla. I festeggiamenti iniziano dal giorno prima, celebrando la grandezza di Pantaleone tra luminarie, messe, pellegrinaggi e parate. La sua statua, nella mattinata del 27, viene portata in trionfo per la cittadina. Il miracolo della liquefazione del sangue dell’Anargiro avviene spontaneamente ogni anno anche in altre città che ne vantano il possesso: Ravello e Vallo della Lucania (Campania), Limbadi e Montauro (in Calabria) e persino il monastero de la Encarnación a Madrid.

Redazione Corriere di Puglia e Lucania 

Corriere Nazionale

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