Principale Politica La nostra classe politica difetta di progettualità istituzionale

La nostra classe politica difetta di progettualità istituzionale

La nostra classe politica sta mostrando i suoi limiti in un momento che dovrebbe richiamare tutti al rispetto delle regole costituzionali. In queste ore vediamo che i partiti politici non vogliono al Quirinale un soggetto terzo, un arbitro al difuori degli schemi usuali. Ogni partito vuole un Presidente della Repubblica che si appalesi quale dodicesimo calciatore della sua squadra. Non un arbitro, dunque, ma un supporto agli interessi di parte. I quali non coincidono quasi mai con gli interessi generali.

In un recente articolo pubblicato su questo giornale (26 gennaio 2022) è stata sottolineata la mediocrità della nostra classe politica preoccupata solo di conservare e, semmai, incrementare il proprio patrimonio elettorale. Manca, quindi, una visione generale della politica che dovrebbe preoccuparsi di far funzionare al meglio le istituzioni statali. Limiti evidenziati durante le sessioni per l’elezione del Presidente della Repubblica che dovrebbe essere un arbitro imparziale, soggetto esclusivamente alle regole costituzionali e non a quelle dettate dal Papete da quel Salvini che si muove, in questa occasione, non per la tutela dell’interesse generale e neanche dell’interesse del suo partito, ma solo per difendersi, a suo modo, dall’avanzare del suo vice Giorgetti che sembra contendergli il primato.

Ma anche gli altri politici, che dichiarano di mirare a una soluzione che tuteli la dignità del Bel Paese, pensano al tornaconto dei partiti che rappresentano e propongono di mandare al Quirinale persone che, stando al loro passato, non garantiscono affatto l’imparzialità che dovrebbe caratterizzare un vero ARBITRO che, nello specifico, deve rappresentare l’unità nazionale.

In questo gioco delle parti si sono inserite persone che, per la loro età (ultra ottantenni), non possono garantire le energie fisiche e mentali necessarie durante il settennato.

A questo punto la domanda è: come è possibile che l’Italia, un Paese di circa sessanta milioni di abitanti, che pure esporta geni in tutto il mondo, non offra possibilità di scelta all’altezza della situazione? A mio avviso ciò dipende dalla mediocrità dei nostri politici che occupano gli scranni del Parlamento.

Raffaele Vairo

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