Principale Cronaca Bergoglio celebra messa per i “carnefici” di 80 anni fa

Bergoglio celebra messa per i “carnefici” di 80 anni fa

L'Associazione Nazionale Vittime delle Marocchinate commenta il gesto: “Altra violenza, ci sentiamo offesi”

Il 2 novembre 2021 Papa Francesco ha tenuto una funzione religiosa in onore dei Defunti in un cimitero militare francese. Ha pregato anche davanti alle lapidi del Corpo di Spedizione francese in Italia, i 1.888 soldati francesi e “francesizzati” tra cui quei “goumier” marocchini che meno di 80 anni fa si resero protagonisti di stupri, torture ed omicidi di migliaia di uomini, donne e bambini, specialmente nelle zone meridionali e centrali della nostra penisola.

Parliamo delle storiche “marocchinate”, una ferita nella storia d’Italia che alcuni “sinistri” hanno scelto volutamente ed in molte occasioni di tacere o di sminuire, che brucia ancora e che pochi giorni fa è stata volontariamente riaperta dal Vaticano, suscitando lo sdegno ed inasprendo il dolore dell’Associazione Nazionale Vittime delle Marocchinate.

Bergoglio e la sua messa per dei “carnefici” non cattolici

Per bocca del presidente Emiliano Ciotti la O.N.L.U.S. Associazione Nazionale Vittime delle Marocchinate aveva provato ore prima a lanciare un appello al Santo Padre: “Ci sentiamo offesi da una messa in ricordo dei carnefici di 60mila stupri e omicidi che hanno colpito il nostro Paese, e non solo. La cosa che mi lascia più perplesso è che i soldati delle truppe coloniali marocchine, che agirono sotto l’impulso dell’odio francese, erano quasi tutti di religione islamica [e non cattolica]. Invitiamo il Papa a commemorare le vittime, e non i carnefici: il più piccolo appena 3 anni e il più anziano di 86”.

Il Papa onora chi ha applicato la “Sharia” in Italia, ma non i fedeli cristiani che l’hanno subita

L’appello tuttavia è caduto nel vuoto. La cerimonia si è tenuta nell’indifferenza totale di Bergoglio e Ciotti ha successivamente commentato: “Il corpo di spedizione francese composto per lo più da truppe coloniali marocchine, algerine, tunisine e senegalesi – di religione islamica – si è reso responsabile dello stupro di massa più documentato nella storia dopo la nascita di Cristo. Un esercito coloniale che ha applicato la “Sharia” che recita «tutto ciò che non è islamico si può depredare e violentare», compresi donne, uomini, bambini e preti.

Siamo amareggiati che il Papa onori questi soldati che hanno massacrato migliaia di esseri umani che andavano incontro ai liberatori e invece si sono trovati davanti ai loro peggiori carnefici. Ritengo assurdo che sia la nostra associazione a commemorare martiri cristiani, compresi i sacerdoti e le suore colpiti dalla brutalità di queste truppe e non Sua Santità”.

Un Revisionismo indotto senza memoria: il “carnefice” che diventa vittima e viceversa

I martiri, caduti vittima dei soldati francesi in Italia, non sono stati nemmeno menzionati. Pare che, per il Santo Padre, il 2 novembre non fosse anche il loro giorno.
Eppure entrando nel cimitero francese dove si è celebrata la messa c’è un’incisione che recita: «Cimitière Militaire Français – Campagne d’Italie 1943-1944». È in alto, si legge benissimo.

Proprio per questa ragione s’insinua lentamente un dubbio: se si commemorano soltanto i soldati francesi e “francesizzati” caduti in quella campagna militare, è possibile forse che Papa Francesco non conosca nemmeno la storia delle “marocchinate”? Oppure è più probabile che voglia guardare e far guardare in maniera deviata?
Qui habet aures audiendi, audiat.

Antonio Quarta

Redazione Corriere di Puglia e Lucania

Il Corriere Nazionale

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