Il manifesto sovranista e l’ennesimo scontro tra Letta e Salvini

Il manifesto sovranista e l’ennesimo scontro tra Letta e Salvini

“Non ho letto l’appello Ue, se ne sta occupando Lorenzo Fontana”, dice Giorgetti. E apre al confronto con il Partito popolare europeo: “Lavoriamo per crescere e far prosperare l’Europa sulla base di valori comuni”

© MARCO BERTORELLO / AFP – Orban e Salvini

AGI – L’immagine che rimarcano nella Lega è quella di Matteo Salvini e l’azzurra Licia Ronzulli insieme in un gazebo, tra bandiere della Lega e di Forza Italia, per testimoniare – parole del segretario del partito di via Bellerio – che la federazione tra i due partiti è già nei fatti.

“È questa: lavorare insieme per riformare la giustizia, tagliare le tasse, difendere gli italiani dall’immigrazione clandestina e dall’eccesso di burocrazia”, dice l’ex ministro dell’Interno. A firmare per i referendum sulla giustizia sono i presidenti di Regione della Lega, i ministri, gli alleati centristi De Poli e Cesa, volti noti del giornalismo italiano e nei prossimi giorni ci sarà anche l’ex presidente dell’Anm Palamara. Ad aderire, tra gli altri, anche il primario di pediatria del Fatebenefratelli Luca Bernardo sul quale – dopo le rinunce di Gabriele Albertini, Oscar di Montigny e Andrea Farinet – punta Salvini per battere Sala a Milano. Il via libera alla candidatura arriverà martedì.

“Il centrodestra sarà unito grazie soprattutto allo sforzo della Lega. Quindi di la’ lasciamo le divisioni e noi vediamo di occuparci di lavoro e di salute”, rivendica l’ex responsabile del Viminale che al ‘Giornale’ ha auspicato di “voler coinvolgere l’ex sindaco di New York Rudolph Giuliani come consulente per la sicurezza e il decoro urbano in diverse città. Il suo modello di tolleranza zero sarebbe efficacissimo”. Oltre al ‘dossier’ Milano, si dovrà chiudere quello legato a Bologna e definire la strategia a Napoli, considerato che FI e Fdi non intendono rinunciare al simbolo.

Ma nei prossimi giorni prima di mettere a punto il regolamento della federazione con la prospettiva di uno speaker unico FI e Lega ragioneranno anche della diversa collocazione in Europa. Sono in gruppi diversi, il partito azzurro ritiene che sia naturale l’approdo dell’alleanza nel partito popolare europeo. Lo ha sottolineato ieri anche il ministro Carfagna. Intanto mentre il Pd incalza Salvini (“Non si può stare con Draghi e Orban”, affermano le capogruppo Malpezzi e Serracchiani mentre il segretario dem si è lanciato in una metafora calcistica: “È come se tifasse Milan e Inter insieme”; “Letta abbia la decenza di non parlare di alleanze, visto che pur di restare al potere il Pd si è alleato con chiunque”, la risposta dei leghisti Molinari e Romeo) il partito di via Bellerio smentisce divisioni interne.

“Dico la verità, non ho fatto in tempo a leggere il manifesto” sovranista delle destre europee, ha affermato questa mattina il ministro dello Sviluppo economico, Giorgetti, “se ne sta occupando Lorenzo Fontana, una persona che conosco e di cui mi fido”.

E il diretto interessato, dopo una telefonata proprio con Giorgetti, ha aperto al confronto con il partito popolare europeo. “In Europa – ha spiegato – l’obiettivo della Lega è quello di avere maggiore forza per incidere. Con il Manifesto siglato nei giorni scorsi possiamo uscire dall’isolamento e ambire ad essere il secondo gruppo per numero di parlamentari in Europa. Vogliamo dialogare con il Ppe per avere nelle istituzioni europee lo stesso schema che governa già in tanti Stati membri. Scontato il subbuglio creato tra i socialisti di tutta Europa che temono di perdere la loro influenza nelle istituzioni Ue. Noi lavoriamo per crescere e far prosperare l’Europa sulla base di valori comuni: questo è il faro che ci guida. È chiaro che questi obiettivi siano i medesimi per tutti i leghisti, Giorgetti compreso”, ha concluso.

Per quanto riguarda il caos veronese, un alto dirigente leghista liquida come “impossibile” l’ipotesi che il partito di via Bellerio possa sostenere, alle amministrative di primavera, una eventuale corsa dell’ex lumbard Flavio Tosi contro il sindaco uscente Federico Sboarina, civico passato di recente a FdI. “Sicuramente, il gesto di Sboarina, eletto anche coi voti della Lega, e sempre difeso da Matteo Salvini, non ci è piaciuto. Ma l’ipotesi Tosi è troppo ardita. Potremmo invece sostenere un candidato leghista, insieme a Forza Italia, che da tempo critica l’operato di Sboarina”, viene spiegato. In ogni modo Salvini ha smentito di aver incontrato Tosi, espulso dalla lega nel 2015, dopo un duello andato avanti mesi. agi

Redazione

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