Acli “Sentenza storica per Taranto e per il Paese”

Acli “Sentenza storica per Taranto e per il Paese”

Acli – Una sentenza che facesse la storia di Taranto e di questo Paese ci si aspettava e sentenza storica è stata:

Acli – La grande industria è stata colpevole di aver inquinato ambiente e persone in quest’angolo dimenticato d’Italia.

Non è importante entrare nel merito delle singole condanne: non interessa chi è stato condannato e a quanto.

Quello che importa è che la voce di denuncia – mai rassegnata – dell’attivismo tarantino abbia trovato riscontro nei numeri sciorinati dalle giudici Stefania D’Errico e Fulvia Misserini.

Da oggi, nessuno potrà contestare che ci sia stato – e purtroppo c’è ancora! – uno strettissimo legame tra le emissioni inquinanti dello stabilimento siderurgico di Taranto e l’inquinamento, causa di malattie e morti, del nostro territorio.

“Abbiamo atteso che la giustizia facesse il suo corso – ha esordito il presidente delle Acli provinciali di Taranto, avv. Giuseppe Mastrocinque – convinti come siamo che i processi vadano celebrati nelle aule di giustizia.

Acli – A noi, società civile, spetta il ruolo fondamentale di sentinelle.

Le Acli hanno sostenuto negli anni il ruolo dell’associazionismo che a Taranto si è distinto per intraprendenza e dinamismo.

Nella lotta di contrasto alle emissioni inquinanti, ci siamo imposti di trovare anche soluzioni che superassero il ricatto occupazionale.

le Acli sono firmatarie del Piano Taranto che rappresenta un’alternativa alla grande industria inquinante.

Un atteggiamento che non ha tante similitudini in altre parti del Paese e che ha rappresentato un elemento di maturità e di intelligenza della nostra cittadinanza.

Certo – ha ammesso il presidente Mastrocinque – avremmo potuto essere un po’ più uniti, in alcune fasi importanti della lotta a ogni fonte inquinante.

Ma sono orgoglioso che le Acli abbiano appoggiato un movimento che veniva dal basso e che rivendicava il desiderio di vivere come qualsiasi altra comunità di un Paese civile.

Mi preme sottolineare il profondo significato democratico che riveste questa sentenza:

il Tribunale è un’istituzione dello Stato e lo Stato ha dato prova – nella suddivisione dei poteri che sono alla base della tenuta democratica – di esserci, condannando se stesso e una gestione pubblica irrispettosa delle norme giuridiche.

Questa sentenza ridà dignità alla nostra gente e alla nostra terra!

Non è possibile derubricare ciò che è accaduto oggi come ‘cose del passato’.

Perché – se è vero che a processo c’era la condotta criminale sino al 2013 – non è cambiato nulla, se non in segno peggiorativo, in questi ulteriori otto anni!

Non è un punto di arrivo, per noi delle Acli, questa sentenza, piuttosto un punto di partenza per chiedere con ancor maggior forza la chiusura immediata delle fonti inquinanti!

In questo momento – ha concluso l’avv. Giuseppe Mastrocinque – nel bailamme di pensieri ed emozioni che mi pervadono, non posso che ripensare alle parole del giudice per le indagini preliminari, dottoressa Patrizia Todisco:

«Non un altro bambino, non un altro abitante di questa città, non un altro lavoratore dell’Ilva, abbia ancora ad ammalarsi o a morire a causa delle emissioni tossiche del siderurgico».

Redazione Corriere di Puglia e Lucania


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