Rossana Di Bello, il nostro ricordo a poche ore dalla sua scomparsa

Rossana Di Bello, il nostro ricordo a poche ore dalla sua scomparsa

In primo piano c’è lui, il mostro Covid, questo nome e questo numero, 19, oramai entrato con prepotenza nelle nostre vite più che nella nostra mente. Stiamo scarnificando il dolore sulla corteccia cerebrale per togliere quella parola, stiamo mordendo l’aria dietro una mascherina per la fottuta voglia di vivere.

Ieri è stata l’ennesima giornata del dolore. Stavolta ad essere colpita è stata Rossana Di Bello, donna politica innanzitutto, con tutto quello che ne consegue, nel bene, tanto ed anche nel male, con tutti gli aforismi che ha la parola politica, fino a quelli più bassi. Chi fa informazione non cede all’agone politico per attaccare, talvolta in modo pretestuoso e di parte, però sa bacchettare quando ci vuole. Ma di fronte alla morte si va con i fiori in mano chinando la testa e dando la parola a chi l’ha conosciuta. È stata assessore regionale dal 1994 al 1998 e poi anche Sindaca di Taranto dal 2000.

Ne parliamo col dr Antonio Peragine, direttore delle testate Corriere di Puglia e Lucania e Corriere Nazionale, chiedendo il suo pensiero per telefono.

“Roberto, un mio pensiero sulla Di Bello?  Ho incontrato la Rosanna di Bello a Bari nel suo ufficio al centro di Bari nelle vicinanze dell’Acquedotto pugliese quando era Assessore al Turismo della Regione Puglia. Ci incontrammo per parlare del turismo di ritorno nei nostri emigranti in Puglia. Per la verità rimasi folgorato dalla sua bellezza e modi accoglienti nel ricevermi ed esternai questo mio sentimento e notai un suo imbarazzo nel sentire le mie parole di apprezzamento. 

Successivamente ci incontrammo quando era sindaco di Taranto nel 2005, nel mese di agoste e durante la Convention Mondiale della Fondazione dei Carnevali, io ero inserito nella delegazione del Venezuela.

Durante gli incontri pubblici delle delegazioni per presentare le proprie iniziative, leggi ecc. non ricordo di averla mai vista tranne ad un ricevimento al Comune. Dove mi consegnò una targa del Comune come segno di amicizia tra il Comune di Taranto e il Venezuela.

All’incontro al Comune di Taranto erano presenti i membri della delegazione venezuelana.

Tre giorni pieni a Taranto con incontri, conferenze e visite all’Ippodromo di Taranto, ovviamente ero con la delegazione del Venezuela, di cui faceva parte anche il personaggio politico dell’Isola di Margarita che poi è diventato governatore dell’Isola stessa. L’isola di Margarita che è un porto franco e volevamo proporre alla regione Puglia di fare della Città di Taranto un ‘porto franco’, imitando quello dell’Isla di Margarita.

In merito al Taranto Porto Franco, ho fatto diverse proposta al Presidente della Regione dell’epoca, Nicki Vendola, senza ricevere nessuna risposta, forse perché ero nessuno! E il nessuno non viene preso in considerazione da nessuno! O perché il destinatario era nessuno! La stessa proposta è stata anche riproposta al Presidente Emiliano con la stessa risposta. Nessuna risposta!”

 Si potrebbe aggiungere che la vicenda del porto franco, dopo tre anni di emanazione delle Zfd è ancora in fase di regolamentazione.  Come vedete anche ricordando la Di Bello torna la politica nella conclusione del pensiero di Peragine. Noi possiamo dire, senza ombra di dubbio, che l’elezione della Di Bello nel 2000, dopo la sciagurata gestione del Comune di Taranto nell’ultima decade del secolo scorso del geometra Giancarlo Cito, apparve davvero a tutti un ritorno della Politica dopo il populismo e con una presenza femminile di spessore. Una cosa sottolineai una volta, ogni volta che scrivevo, da semplice cittadino una mail, la sindaca rispondeva. Non so avesse un impiegato con tale ruolo, ma rispondeva. Nel personale interesse sul post consumo, ho rilevato da tempo che il primo sindaco ad attivare un interesse sulla raccolta differenziata fu proprio il sindaco Di Bello con la creazione di 10 isole ecologiche presidiate. E poi la rigenerazione urbana del borgo, le zone pedonali, ecc. questa immagine della città che tornava essere presenza non ingombrante nel Paese. Non sappiamo quanti sindaci del passato, anche del dopo dissesto, se possono dire di aver lasciato qualcosa. 

Come ha risposto la città alla sua scomparsa? Con il silenzio di molti. forse ignari, di fronte a tanti lutti, avvezzi a non voler guardare per non avere ansia o non interessati a parlare o in qualche modo parlandone male.

Gianni Liviano, già consigliere regionale eletto nella lista di Emiliano, scrive sul suo diario: “Mi VERGOGNO per tutti quelli che oggi, giorno di lutto, in un periodo di sofferenza condivisa, di lacrime, di morte, parlano di Dissesto, di Partiti, di debiti e crediti.  Oggi Taranto piange, tra le tante persone che ci stanno lasciando, una donna intelligente, brillante, che ha provato a servire la città, facendo probabilmente errori come tutti, ma pagando umanamente molto più di altri, uno scontro politico tra parti opposte, divenuto poi una sagra di offese da una città sempre emotiva e arrabbiata capace di esaltare, di omaggiare, di adulare i potenti e poi di condannare quando potenti non sono più.  Mi vergogno per chi di fronte alla MORTE fa distinguo ed evoca rancori passati. ROSSANA è stata certamente, e non perché oggi non c’è più, uno dei politici più capaci della città, ma prima ancora una donna intelligente, capace, brillante, che tanto ha sofferto e tanto ha creduto nel PADRE che accoglie e perdona.”

Gianni Florido, che è stato presidente della Provincia di Taranto nel 2004 col centro sinistra, ma nel 2000 sostenitore della Di Bello, scrive sul suo diario: “Dolore e infinita tristezza. Non sono sicuro che esista un’altra vita ma ci spero perché, se così non fosse, il passaggio terreno non avrebbe senso alcuno. Per questo penso che giusto il tempo di arrivare e hai già conquistato tutti. Ascolta il mio ciao, Rossana!”

Umberto Ingrosso che è stato nella maggioranza al Comune con lei Sindaco: “Con te ho perso la sorella che non ho mai avuto, dal 93, non c’è stato giorno in cui non ci siamo visti o sentiti, abbiamo condiviso gioie e dolori, momenti esaltanti e momenti tristissimi, sei stata la donna più amata per quello che “ hai fatto “ e la più odiata per quello che “ non hai fatto “, molti oggi dovranno passarsi una mano sulla propria coscienza….”

Mino Borraccino, consigliere regionale le manda questo messaggio

“Rossana Di Bello non c’è più!

Alla notizia appresa stamane tanti pensieri si sono affollati nella mia mente, tra riflessione, ricordi e dolore.

Non ci siamo mai conosciuti e siamo sempre stati sulle opposte sponde politiche ma ciò non mi vieta di riconoscerle il valore politico e la indubbia capacità amministrativa.

Ma c’è anche tutto il dispiacere umano per la perdita, a soli 64 anni, di una delle maggiori figure politiche della nostra terra degli ultimi decenni. Maledetto Covid!

Sapevo delle sue condizioni precarie di salute ed attraverso qualche amico comune mi informavo periodicamente.

È stata assessore regionale per 5 anni e sindaco di Taranto per 6.

Poche come lei, lo dico per una donna di destra, da uomo di sinistra!

Mi inchino alla memoria di una politica di razza, di una donna magnetica dalla grande carica umana.

Sono umanamente vicino alla famiglia ed ai suoi amici veri.

Riposa in pace, Rossana, almeno ora…”

Ecco un timido nostro contributo per commemorare un passaggio all’altra sponda di un personaggio politico che amava la città come lei stessa sottolineò nel 2018, partecipando ad un incontrò che è passato nell’etere col titolo Rossana rompe il silenzio. Qui il video del suo intervento di tre anni fa realizzato dalla Ringhiera di Taranto. (rdg)


Redazione

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