Rimandati a Settembre

Rimandati a Settembre

 Tutti i nodi verranno al pettine. La questione italiana resta complessa e non solo per la pandemia. I nostri margini di ripresa sono modesti. Ce ne siamo accorti tutti e senza eccessivo sforzo. Le difficoltà ci sono; anche all’interno del Patto che tiene in vita la Legislatura. Nella linea Draghi si evidenziata, però, una migliore connessione per i temi maggiori della Penisola. Per la carità, nessuno ha salvato l’Italia ed è assai meglio frenare i meriti a chi non li ha. La politica dello Stivale, almeno per come la conosciamo, cambierà. Ma non adesso. Saranno le riforme, quando ci saranno, a stabilire la vita di una nuova Legislatura e della maggioranza che la sosterrà. Ciò premesso, però, non c’è da stare tranquilli proprio perché i “problemi” andranno a concretarsi proprio in questi mesi. Essere Primo Ministro, pur se indipendente, resta una garanzia relativa. Manca la figura di un Coordinatore con la funzione di modulare gli interventi socio/politici di un Governo le cui genesi resta incerta; anche se meno sofferta di quella che aveva portato alla luce i due precedenti. L’Esecutivo si troverà nella necessità d’affrontare anche nuove formule per tamponare una crisi economica che dovremo portarci dietro ancora per molto tempo. Ogni altra autodeterminazione potrebbe condannare, infatti, chi la volesse fare sua. Appare, di conseguenza, prematuro ipotizzare questo 2021 più in linea con i tempi di un’UE non risparmiata dal morbo che ci ha colpito. Ai membri di questo Parlamento, ancora alla vecchia maniera, chiediamo di fare, diligentemente, la loro parte. Con la premessa che il prossimo anno, forse “covid free, ” potrebbe essere socialmente molto impegnativo, anche se non politicamente vincolante. Con l’autunno, dovrebbero evidenziarsi i primi risultati.

Giorgio Brignola


Redazione

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