Non si riapre

Non si riapre

 Ci sono 21 velocità di somministrazione, una per ogni regione, che nei fatti sta rallentando la corsa alla vaccinazione delle categorie poi fragili del Paese. 

di Paolo D’Aleo  

“Sul piano vaccini le regioni stanno procedendo in ordine sparso: ci sono 21 velocità di somministrazione, una per ogni regione, che nei fatti sta rallentando la corsa alla vaccinazione delle categorie poi fragili del paese”. Lo ha detto il segretario del Psi, Enzo Maraio. “È necessario che sia garantita una equa distribuzione di vaccini fra le Regioni ma soprattutto è urgente fare in modo che queste procedano in maniera univoca e veloce” – ha aggiunto. “Questa è la dimostrazione che la competenza regionale di alcuni settori strategici, come la sanità, deve tornare ad essere centralizzata, altrimenti ci ritroveremo regioni in vetta ed altre, fanalino di coda del paese nei servizi come nello sviluppo economico. In questa fase di emergenza il governo ponga delle regole che stabiliscano una volta per tutte gli stessi trattamenti”. Così il segretario del Partito Socialista Enzo Maraio nel giorno in cui nell’aula del Senato, il Ministro della Salute, Roberto Speranza, ha svolto l’informativa sulle ulteriori misure che l’esecutivo guidato da Mario Draghi intende adottare nel contrasto alla pandemia da Coronavirus.

    Il Ministro ha lanciato un messaggio di unità alle forze politiche e al Paese: “Solo il comune lavoro di tutte le istituzioni – ha detto Speranza – può portarci a vincere la sfida che abbiamo davanti. Questo dibattito è importante e siamo in una situazione politica nuova. Ringrazio il presidente Mattarella. Il premier ha detto che l’unità non è un’opzione ma un dovere. Ho sempre auspicato un’unità nazionale contro l’emergenza. Non esiste una strada diversa dall’unità”.

    Il titolare del Ministero della Salute ha ammonito le forze politiche nel non proseguire con le polemiche degli ultimi mesi in merito alla campagna vaccinale e alla possibilità di uscire dal tunnel della pandemia che da un anno imperversa anche nel nostro Paese: “Le polemiche disorientano i cittadini sempre più stanchi per questa lunga crisi. Insieme all’unità e alla responsabilità – aggiunge Speranza – è indispensabile dire sempre la verità ai cittadini. Riconfermo un messaggio di fiducia: argineremo il virus con la scienza e il personale sanitario. I ritardi di alcune forniture di vaccini non muteranno l’iter in corso e vediamo la luce in fondo al tunnel”.

    Rispetto ai ritardi della campagna vaccinale, il riconfermato Ministro della Sanità ha aggiunto: “La consegna puntuale delle dosi che abbiamo per tempo opzionato è cruciale per una buona riuscita della campagna vaccinale. L’Italia non si rassegna alla riduzione rispetto ai contratti siglati in ambito europeo che le assegnano una quota del 13,46% per ogni accordo sottoscritto. Stiamo esercitando il massimo di pressione sulle aziende produttrici affinché si trovino le soluzioni necessarie ad aumentare la produzione”.

    “Davanti a un’emergenza di queste proporzioni – continua Speranza – non regge l’idea di una proprietà esclusiva dei brevetti. Produrre i vaccini deve essere considerato un bene da mettere a disposizione di tutti i Paesi del mondo, il vaccino deve essere un bene comune accessibile a tutti e non un privilegio di pochi”.

    In attesa del nuovo Dpcm, che conterrà ulteriori misure di contrasto alla pandemia, l’esponente di LeU ha avvertito rispetto alla pericolosità delle varianti che si stanno diffondendo nell’intero territorio nazionale, varianti che presentano un più elevato tasso di contagiosità.

    Speranza ha riportato le forze politiche alla verità dei dati scientifici, rispondendo con fermezza a chi chiede un allentamento delle misure: “Non ci sono le condizioni epidemiologiche per abbassare le misure di contrasto alla pandemia, sarebbe un grave errore se all’improvviso, senza alcuna evidenza scientifica, affrontassimo in modo diverso dagli altri Paesi l’emergenza”.

    Il titolare del dicastero ha proseguito: “Siamo all’ultimo miglio, a un passaggio delicato e decisivo per vincere questa battaglia: serve uno sforzo unitario, una leale collaborazione a Roma come in tutte le Regioni. Vediamo la luce in fondo al tunnel, con i vaccini il Covid può essere arginato. Le principali nazioni europee hanno scelto la linea del massimo rigore, l’Italia si muove su questa linea”.

    Con queste parole, il Ministro conferma la sostanziale linea di continuità con il precedente esecutivo guidato da Giuseppe Conte, scontentando quei partiti che chiedevano una riapertura generalizzata che sarebbe foriera di un’ulteriore diffusione della pandemia e che metterebbe in seria difficoltà, il già provato, Servizio Sanitario Nazionale.

    “Il tasso d’incidenza in Italia è attualmente migliore degli altri Paesi europei – afferma Speranza – tuttavia, l’ultimo monitoraggio della cabina di regìa registra segnali di tendenza in peggioramento: abbiamo le terapie intensive in cinque regioni sopra la soglia critica del 30%. L’indice Rt medio è pari a 0,99 in crescita rispetto alla settimana precedente, e si avvia a superare la soglia di 1, il numero dei contagi quotidiani aumenterebbe considerevolmente con sovraccarico dei servizi sanitari”.

    L’unica possibilità di contrastare efficacemente la pandemia, oltre al piano vaccinale, consiste nel proseguire con le “restrizioni regionali o all’interno delle stesse regioni per affrontare le varianti chirurgicamente ed evitare lockdown generalizzati”.

    In questo senso, prosegue il rappresentante del governo Draghi, occorre “differenziare le misure sul piano regionale legando le scelte a parametri scientifici ci consente di agire in modo proporzionale, e ci ha permesso finora di non ricorrere ad altri lockdown generalizzati, a differenza di altri Paesi che ne hanno fatti due o addirittura tre”.

    Nei prossimi giorni, l’esecutivo appena insediato varerà un nuovo Dpcm, in vigore dal 6 marzo al 6 aprile, che sarà il frutto di un “confronto con un tavolo tecnico tra esperti Iss, Ministero della Salute e Regioni. Alla luce della circolazione delle varianti – conclude Speranza – ci sarà un nuovo confronto per valutare il quadro in cui siamo, allo stato delle cose è necessario mantenere un approccio di grande prudenza”. Da Avanti! online

       


Redazione

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