Il mondo dei giovani è più vivo che mai

Arte, Cultura & Società

Una società che vuole rinnovarsi deve avere il coraggio di dare spazio alle aspirazioni giovanili, alla capacità di questo straordinario mondo di saper portare nel quotidiano quel patrimonio di idee e di contenuti che solo i giovani hanno. Di loro si parla molto, se ne parla in molti casi per ragioni di carattere politico, per ingraziarseli, per tentare una manipolazione strategica in vista di un voto, se ne parla quando incorrono nelle trasgressioni, quando non vanno bene a scuola, quando diventano protagonisti di fenomeni di delinquenza comune, ma ci si dimentica che il primo passo che una società leale deve fare è proprio quella di puntare decisamente sul cambiamento generazionale, sulla preparazione di forze nuove che possano portare un soffio di legalità e di progettualità nel consumato mondo dei cosiddetti adulti. Non dobbiamo mai dimenticare che se in molti casi la società giovane non è quella che abbiamo pensato è perché quella adulta, forse, non è stata coerente con il proprio mandato. Questi ultimi anni, con le loro storie di corruzione e di malaffare, hanno generato disaffezione, indifferenza, antagonismo, violenza e soprattutto hanno allontanato il mondo giovanile dall’assunzione di responsabilità precise nei vari campi della società umana. Abbiamo messo fuori campo le forze nuove, le abbiamo allontanate, impedendo loro un cammino di avvicinamento solidale alla rigenerazione di un mondo inequivocabilmente esaurito. Ci sono però degli elementi che ci fanno capire, chi ha orecchi per intendere intenda, che il mondo dei giovani è più vivo che mai, basti guardare le adunate oceaniche attorno ai valori di santa romana chiesa, alla fedeltà con cui risponde e partecipa alle chiamate. Sono i giovani che hanno nel cuore il senso religioso della vita, che sanno amare e guardare oltre, che vivono gl’impulsi di una umanità che straripa di emozioni, sentimenti, passioni e che è pronta a donarsi, a ricambiare, a rispondere adeguatamente al richiamo di una cultura aperta e solidale. Certo il punto fondamentale è quello di saper andare incontro al mondo nuovo che si avvicina, di fargli capire che la vita è un’ esperienza meravigliosa e che ai giovani è data la grande opportunità di saperla cogliere e rinnovare. La società adulta deve creare occasioni di spazio, di confronto, di dialogo, deve soprattutto evitare di demotivare la volontà giovanile e deve operare concretamente per aprire la porta a quei ragazzi che dimostrano di voler entrare. Non sempre succede così, spesso i bravi giovani vengono tenuti lontani, proprio quando dimostrano sul campo le loro capacità. Gli esempi sono molti e producono frustrazioni, depressioni e molte malattie che hanno a che fare con il sistema endocrino. Mentre il popolo della politica si arrampica sui vetri per riscaldare la propria poltrona, i giovani vengono lasciati in disparte, vengono lasciato morire di una morte lenta. Urlare non serve, serve piuttosto aprire gli occhi sul mondo, essere cristiani fino in fondo, non dimenticare mai che la povertà in molti casi la creiamo noi con la nostra cecità e la nostra indifferenza, in molti casi voluta e studiata.

E.Z.

redazione Corriere di Puglia e Lucania