Pane e fuoco: le tradizioni della vigilia

Arte, Cultura & Società

Giorno di Vigilia. Giorno di digiuno…per purificare il cuore, dicevano.

Eppure, fin dalle prime luci dell’alba, le cucine erano in fermento e profumavano di squisitezze, e di pane.

Alla sera, intorno al fuoco, si mangiava con tutto il parentado, e gli amici. Così vuole la tradizione.

Ma per noi, oggi, non basterebbe un falò immenso a bruciare i dolori e le angosce di un anno pieno di paura come il nostro.

Per noi, non ci sarà nessun fuoco, intorno a cui pregare e fare tardi stanotte.

Le ombre della sera iniziano già a far capolino tra le stelle e l’aria gelida di dicembre si fa più pungente. Ma questo buio rimarrà buio e questo freddo sarà più pesante.

Per noi oggi, niente tradizione!

Ed invece no. Abbiamo ancora il pane!!

Da sempre, il cibo della condivisione, accessibile a qualunque ceto sociale, preparato con ingredienti umili ma essenziali, contiene in se tutto il lavoro dell’uomo ed è frutto di un intero anno di fatica. Profumato, croccante, impastato in casa e con pazienza dalle massaie della famiglia. Modesto, semplice, ma per noi fondamentale… Il pane è Dio!

Guardatele le pagnottelle intrecciate! Lì c’è tutto l’abbraccio di Dio all’Uomo, ancora più stretto, ancora più vicino, quest’anno.

In quell’intreccio di vita, c’è la mandorla, preziosa, simbolo di fecondità. La feconditá che attraverso il sí di Maria, ha donato a noi Gesù.

SÌ, Gesù viene. Anche quest’anno. Viene Lui, ad accendere nel mondo, la fiamma della Speranza dove la Vita ha lasciato cenere di morte.

Buona Immacolata ❤️

Marianna Giuliano