‘Flash’ Exhibition #1 “Πῦρ. E venne il fuoco

Eventi, Musica & Spettacoli

Dopo il confinamento”

Venerdì 18 settembre 2020 ore 19,00 alla presenza degli artisti: Mario Calcagnile, Daniela Cecere, Michela Del Tinto, Daniela D’Alessandro, Dipintendo, Solange Esposito, Carmina Antonia Falcione, Mirko Gabellone, Lucia Ghionna, Monica Lisi, Massimo Marangio, Maurizio Martina, Rita Russo, Silvia Spoti.
Interverranno: Barbara Del Piano, Michele Bovino, Jamil Teo Mollaian, Officina della Parola, Nico Ingrosso

programma
ore 19,00 Performance di Michele Bovino e Mirko Gabellone
ore 19,30 Vernissage. Barbara Del Piano presenta gli artisti
ore 20,00 Performance “E venne il fuoco” Officina della Parola
ore 21,00 “Chiedo la parola” Testimonianze
ore 23,00 Finissage “Pensieri e Cunti”
Ingresso libero: Si prega di venire muniti di dispositivi DPI (guanti e mascherine)

Venerdì 18 settembre alle ore 19,00 presso Le Ali di Pandora, via San Massimiliano Kolbe- Lecce, avrà luogo Flash Exhibition #1 “Πῦρ. E venne il fuoco. Dopo il confinamento”.
La Flash Exhibition inizia al crepuscolo e si conclude a sera inoltrata in un giorno di fine estate. Le opere saranno visibili dalle 19 alle 23.
Il Fuoco (Πῦρ), simbolo della “coscienza collettiva”, diventa elemento conduttore per gli artisti rendendo visibile quello che visibile non è.
Le installazioni, le opere, le performance invitano alla riflessione e all’interazione; un percorso sensoriale in un contesto esterno, comunitario, collettivo, per meglio assorbire emozioni, sensazioni e profumi che si consumerà in poche ore, ‘Flash Exhibition’, “in una sorta di bulimia senza scopo”
‘Flash’ Exhibition #1 “Πῦρ. E venne il fuoco. Dopo il confinamento” vuole raccontare attraverso l’arte visiva e della scrittura la realtà che stiamo vivendo.
La pandemia ci ha visti impreparati sia dal punto di vista emotivo che economico, sono venute a galla carenze, errori, incompetenze facilitando un senso di smarrimento che le generazioni post belliche non conoscono.
Compito dell’Arte è raccontare, stimolare emozioni potenti e complesse non solo da un punto di vista estetico, ma coinvolgendo l’intero ambito della nostra esistenza, interrogarsi e interrogare, esprimendosi in modo non neutrale su chi siamo e dove andiamo come comunità, ed è in questa ottica che gli artisti si sono espressi su quanto ci ha lasciato il confinamento da Covid19 e le prospettive future. Hanno dato forma ai ricordi di un passato prossimo e remoto, con una visione lunga sul futuro prossimo, nella convinzione che “il cambiamento è l’unica cosa permanente e che l’incertezza è l’unica certezza” in una comunità.
L’evento si attua nella cornice di Asteroide B167, progetto che vede come capofila l’Istituto Scolastico Banzi in un processo di coinvolgimento permanente degli abitanti del quartiere Zona 167/B. La scuola come frontiera, significativa nei margini urbani e nella periferia: non solo palestra di buone pratiche, ma luogo strategico di co-design, di costruzione e trasmissione della cura fra generazioni, fra passato, presente e futuro.