Le prospettive

Politica regionale, nazionale e internazionale

In Italia è meglio evitare di formulare delle ipotesi politiche o economiche. Oggi, non servirebbero. Ci sono, infatti, troppe “variabili” che, come tali, andrebbero a inficiare anche il più equilibrato dei pronostici. Meglio, di conseguenza, essere aggiornati sui fatti; ma dopo che sono maturati. Se le previsioni sono impossibili, non lo sono le analisi. Soprattutto nel tempo del Coronavirus.

Il programma di questo Governo, dovrà essere riesaminato per chiarire possibili “intralci” di percorso. Perché, tanto per rammentarlo, nessuno è perfetto e, in politica, la volontà del singolo non sempre è in armonia con quella del patto che consente la governabilità del Paese in un momento tanto complesso. Senza lasciarci distogliere da eventi negativi che ci coinvolgono, ma che non ci colgono impreparati, preferiamo monitorare la situazione socio/economica di un Paese a rischio. L’esperienza ci ha insegnato a evitare gli ottimismi fuori luogo. Per nostra indole, preferiamo essere realisti; magari con una “sfumatura”di pessimismo quando può servire.

Il nostro Paese ha da essere sostenuto. L’Italia non resterà da sola. Siamo parte di un tutto sul quale intendiamo contare. Non si sopravvivere di “speranze”. Anche quando s’è inserito uno stato psicologico dettato da una situazione generale ancora complessa. I fattori coinvolti sono parecchi. Non ultimi quelli correlati alla Pandemia mondiale. Non ci sono migliori prospettive da avvalorare. Per sanare la nostra Economia sarà indispensabile un impegno internazionale che dovrebbe concretarsi entro l’autunno. Con la speranza che ciascuno faccia la sua parte. Dopo, potrebbe essere troppo tardi.

Giorgio Brignola