Fase 2: la ripartenza delle Regioni dal 18 maggio

Politica regionale, nazionale e internazionale

Le dichiarazioni dei Presidenti dopo il confronto dell’11 maggio con l’esecutivo

Poco meno di tre ore di confronto tra Regioni e Governo, l’11 maggio per definire le possibilità di ripartenza delle attività sui territori. Al termine arriva l’accordo che dal  18 di maggio permetterà alle Regioni una apertura differenziata delle attività. Al via il commercio al dettaglio e si potranno programmare le riaperture delle attività quali quelle di cura alla persona, così come di bar e ristoranti.
““Il governo ha accolto le richieste di autonomia delle regioni.” ha detto il presidente della Regione Liguria e Vicepresidente della Conferenza delle Regioni, Giovanni Toti, nel corso della video conferenza tra i presidenti di Regione con il premier Conte, il ministro Boccia e il ministro Speranza.  “Dal 18 maggio potremo aprire le attività in base alle esigenze territoriali.  In Liguria potranno quindi ripartire le categorie che aspettano da giorni risposte come : ristoranti, bar, negozi di abbigliamento, parrucchieri e centri estetici. Pertanto le proposte del governo verranno integrate con quelle degli enti locali. E su questo faremo un attento monitoraggio. Come presidenti di Regione abbiamo anche chiesto che possano arrivare entro giovedì i protocolli, le linee guida che mancano per tutte le attività su cui stanno lavorando Inail e il comitato tecnico scientifico.  Serve un percorso istituzionale con il governo, soprattutto ora che ci si avvia ad una nuova fase – ha continuato Toti – inoltre serve che nei prossimi provvedimenti che il governo assumerà nel prossimo futuro si distingua bene tra responsabilità nazionali e locali proprio per disinnescare ogni attrito e dare una mano alla ripartenza: bene comunque che il Governo abbia accolto le richieste di autonomia delle regioni nella gestione della Fase 2”.  Le Regioni – ha continuato Toti – hanno l’esigenza di dare risposte chiare ai loro territori, ai loro sindaci, compenetrando molteplici esigenze: in primis la salute dei cittadini, ma anche altri diritti costituzionali, come quello di impresa o il diritto alla mobilità”.

Il presidente ha rivendicato un percorso di dialogo, in modo che “ognuno possa rispondere delle proprie responsabilità senza innescare malumore istituzionale”.  Toti poi ha espresso le sue preoccupazioni per la situazione finanziaria degli Enti locali “che non possono fare debito per spesa corrente, e per questo si ha la necessità di condividere l’extra deficit che il Governo ha richiesto al Parlamento perché non si crei una situazione per cui i servizi essenziali per i cittadini vengano a soffrirne, a causa dei tagli agli enti locali”.

“Accogliamo con favore – ha dichiarato il presidente della valle d’Aosta, Renzo Testolin – l’impegno assunto da parte del Governo nazionale di garantire entro le prossime 48/72 ore l’emissione dei protocolli in merito alle attività ancora da aprire. Questo ci permetterà di fornire alle nostre aziende indicazioni puntuali per organizzare la propria riapertura in sicurezza e di prevedere, compatibilmente con l’andamento della situazione sanitaria, una serie programmata di riaperture.
“Lunedì 18 maggio il Friuli Venezia Giulia potrà riaprire tutte le attività economiche ancora chiuse”. A darne notizia è il Presidente Massimiliano Fedriga. “A tal proposito – sottolinea Fedriga – la Regione trasmetterà all’Esecutivo nazionale l’elenco di tutte le realtà interessate”

“Il Governo ha riconosciuto l’autonomia delle Regioni nella gestione della Fase 2 dell’emergenza. Una fase particolarmente complessa sulla quale eserciteremo le nostre scelte di allentare – in sicurezza – le restrizioni in atto e tenendo conto, in particolare, della specificità della nostra Isola anche in relazione alla ridotta circolazione del virus”. Lo ha detto il presidente della Regione Christian Solinas. “Dal 18 maggio si potranno quindi aprire sotto la nostra responsabilità gli esercizi al dettaglio in base alle esigenze del territorio e della popolazione”, sottolinea il presidente. “Il Governo avanzerà – come nel caso delle aperture di bar e ristoranti – delle proposte che verranno integrate da quelle delle Regioni avendo riguardo delle specifiche caratteristiche del territorio”, prosegue Solinas. “Nel corso della riunione abbiamo manifestato l’esigenza di un accordo tra lo Stato e le Regioni a Statuto speciale per trovare una soluzione alla riduzione del gettito fiscale – stimata in circa 700 milioni di euro – determinata dall’emergenza. La Regione attualmente copre per conto dello Stato spese per alcuni servizi essenziali, tra i quali quelli legati alla sanità e al trasporto pubblico locale che difficilmente potranno essere coperti a causa del minor gettito dovuto al lockdown”, ha concluso Solinas.

“Il premier Conte ha annunciato l’apertura, dal 18 maggio, del commercio al dettaglio, apertura che noi, insieme a tutte le altre Regioni, avevamo chiesto a partire da oggi. Il Governo ha però dato disponibilità a discutere, in base a specifici parametri epidemiologici e sanitari, di piani di ripartenza a base regionale. L’Umbria già a fine mese scorso aveva presentato un dettagliato cronoprogramma che, considerate le rassicurazioni della messa a disposizione delle linee guida Inail in tutti i comparti diversi dal commercio al dettaglio, ridiscuteremo con il Governo stesso”. È quanto sostenuto dalla presidente della Regione Umbria Donatella Tesei al termine dell’incontro. “Ci auguriamo che i protocolli, per riaprire in sicurezza le varie attività, arrivino in pochi giorni come promesso, così da permettere agli esercenti di organizzarsi di conseguenza per le riaperture. Durante l’incontro abbiamo appreso che i protocolli concernenti il commercio al dettaglio saranno gli stessi, così come sostenevamo noi la scorsa settimana, già adottati nei vari settori riaperti, come librerie, abbigliamento per bambini ecc. Ora attendiamo le linee guida nazionali per i servizi alla persona, i ristoranti, i bar e tutte le altre attività produttive e commerciali ancora sospese”.

“L’esempio del ponte Morandi di Genova non deve restare in Italia l’eccezione ma deve diventare la normalità, se vogliamo anche in Sicilia accelerare la spesa pubblica e la riapertura dei cantieri”. È quanto ha ribadito nel corso del confronto il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, che ci ha chiesto al premier di prevedere una riunione operativa del Cipe per riprogrammare risorse comunitarie a favore delle imprese e provare quindi a fronteggiare la crisi economica scaturita dal Coronavirus.

Il governatore della Sicilia si è fatto portavoce delle necessità dei commercianti al dettaglio, di bar e ristoranti e dei parrucchieri, chiedendo l’urgente riapertura dei negozi e dei saloni. In ambito turistico, invece, Musumeci ha chiesto di immaginare misure ragionevoli soprattutto per gli stabilimenti balneari ed ha auspicato che i protocolli di sicurezza siano resi noti già nelle prossime ore. 

Sulla mobilità interregionale, infine, il presidente della Regione ha espresso la volontà di mantenere fino al prossimo 31 maggio la chiusura degli accessi all’Isola, “a parte per gli aventi diritto e per i casi particolari”.

“Accogliamo positivamente – ha commentato il Prrsidente della Provincia Autonoma di Trento, Maurizio Fugatti – l’approccio del governo che sul tema delle riaperture intende coinvolgere pienamente le Regioni e le Province autonome consentendo loro di pianificare le decisioni in base ai risultati del lavoro fatto sia in termini di contenimento del contagio sia nell’approntamento delle necessarie misure di sicurezza a tutti i livelli. Ora attendiamo assieme ai colleghi presidenti la definizione di nuove linee guida per quanto riguarda le attività ancora bloccate. Fugatti però si è concentrato soprattutto sul tema delle risorse. “A fronte di un conclamato crollo del Pil che scenderà di 8-10 punti, facciamo fatica a pensare che lo Stato non riesca a trovare quello 0,2 per cento che servirebbe per consentirci di continuare a garantire ai nostri cittadini quei servizi essenziali che ci siamo sempre pagati. Nessuna volontà di scontro, ha rimarcato il Presidente trentino, ma la forte richiesta di una specifica attenzione assumendo, come ha detto il presidente Bonaccini, approcci diversificati tra ordinarie e speciali, non perché siamo privilegiati, ma perché abbiamo meccanismi finanziari e organizzativi oggettivamente diversi”.

Anche il il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ha confermato che “Il Governo ha accettato la richiesta delle Regioni di consentire, a partire dal 18 maggio, la riapertura delle attività economiche lasciando a ciascuna regione, in funzione dell’effettivo pericolo epidemiologico, la decisione in margine ai tempi e alle specifiche modalità di esecuzione delle attività. Ho altresì richiesto di conoscere per quale ragione il ministro degli Esteri Di Maio, in materia non pertinente alla sua delega, abbia sferrato alle Regioni un attacco cosi ingiusto accusandole di non avere terminato l’istruttoria delle pratiche presentate dalle aziende per la cassa integrazione in deroga. Ho specificato che la Puglia ha terminato questo lavoro, pertanto l’Inps può procedere senza indugio alla immediata liquidazione della Cigd. Infine ho chiesto al Presidente del Consiglio e al Ministro della Salute di conoscere qual è il numero di tamponi ritenuto ottimale per la Fase 2, visto che la Puglia sta facendo investimenti milionari per l’acquisto di macchinari e reagenti per arrivare ad effettuare fino a diecimila tamponi al giorno. In particolare, ho chiesto se non fosse il caso di individuare la soglia di tamponi ritenuta sufficiente e di procedere agli acquisti di macchinari e reagenti in modo collettivo, non mettendo in concorrenza in un mercato scarso di forniture le singole regioni, precisando che questi acquisti ricadranno nel budget della protezione civile per l’emergenza Covid, e quindi dovranno essere sostenuti dallo Stato”.
“Anche nella fase che inizierà dal 18 maggio andrà così: il governo detterà le linee generali e i parametri di pericolosità dell’epidemia ai quali bisognerà attenersi. Io mi auguro che detti anche il potenziale numero di tamponi che ciascuna regione deve poter fare, perché per farli bisogna acquistare macchinari e reagenti per milioni di euro. E poi consentire a ciascuno di noi, in funzione del parametro di effettiva pericolosità, di stabilire i tempi e le modalità con i sindaci che non possono essere tenuti fuori”, ha poi aggiunto il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, in collegamento su Rai1 “Storie italiane”, in merito alle intese con il Governo a partire dal 18 maggio. “In questo modo – ha proseguito Emiliano – assicureremo il massimo della sicurezza possibile, con il massimo dell’attenzione alle concrete esigenze del popolo italiano. Non è facile. A dirlo sembra semplice, a farlo garantisco che non lo è, perché c’è chi vuole lavorare non potendo contare più su uno stipendio e c’è chi uno stipendio ce l’ha e probabilmente in questo momento vorrebbe maggiore prudenza, perché tutto sommato non rischia nulla. Insomma queste scelte che sembrano banali, sono dei drammi che non fanno dormire la notte”.
“Il presidente del Consiglio Conte – afferma il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio – ha ‘recepito il messaggio’ pervenuto dalle Regioni. Le ragionevoli richieste delle Regioni sono state comprese dal Governo”. E “L’Abruzzo ha fatto da apripista stabilendo da una settimana la riapertura dei servizi alla persona il prossimo 18 maggio. La nostra ordinanza non solo non è’ stata impugnata, ma ora viene legittimata dal Governo”. Ora la Regione è “al lavoro per preparare le ordinanze per la riapertura di ulteriori attivita’ nel rispetto dei protocolli di sicurezza che l’Inail, come.garantito dal ministro Speranza, produrrà nelle prossime 48 ore”.
“In queste ore siamo al lavoro per aprire molti esercizi commerciali dal 18 maggio, mettendo la sicurezza al primo posto”. Lo rende noto il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. “Ci stiamo confrontando con tutte le categorie – spiega – per condividere le misure appropriate alla nuova fase, per garantire il massimo della sicurezza nel consumo dei prodotti commerciali e artigianali e nella ripresa delle attività sportive. Ripartire sicuri e’ l’obiettivo per cui tutti dobbiamo essere impegnati”.
“Per questa ragione – prosegue – ho scritto anche ai ministri della Repubblica invitandoli ad adottare nelle proprie sedi la misurazione della temperatura in tutti gli uffici pubblici, iniziative di mobility management e la sorveglianza sanitaria dei dipendenti mediante test seriologici. Misure che integrate con quelle già esistenti, potranno contribuire a ridurre il rischio di contagio in particolare sul territorio romano. Faccio inoltre un appello ai sindaci per approvare al più presto regolamenti e delibere per favorire e semplificare al massimo l’ampliamento dell’occupazione del suolo pubblico all’esterno” conclude.
“La posizione del governo sulla riapertura delle attività dal 18 maggio è “prudente e condivisibile”: lo ha detto Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana. Secondo Rossi è giusto “decidere con gradualità e prudenza”, anche in ragione del quadro epidemiologico delle singole regioni: “Dopo la propostadel Governo – ha spiegato – noi avanzeremo la nostra proposta di integrazione”. Secondo quanto emerso dall’incontro, in attesa di riscontri su un’eventuale ripresa dei contagi dopo le riaperture del 4 maggio scorso, le Regioni andranno avanti insieme al Governo con il lavoro sui protocolli di sicurezza. “La Toscana è già al lavoro con le categorie e col governo per predisporre i protocolli”, ha sottolineato Rossi.
“Il Sud, che vive di servizi e non di grandi aziende, ha necessità urgente di ripartire. Abbiamo necessità di conoscere in tempo le famose linee guida per programmare un apparato vitale come la stagione turistica. Tutti i Governatori lo stanno chiedendo, la fase 2 è una fase di ripartenza, che non può essere uniforme con un paese profondamente diverso”, scrive la presidente della regione Calabria, Jole Santelli, su Facebook. “Siamo in un periodo di osservazione perché abbiamo riaperto le grandi fabbriche. In Calabria non abbiamo aperto proprio nulla perché le fabbriche da noi non ci sono, io cosa devo osservare? Continuo a ripeterlo: non possiamo permetterci linee guida uniformi; ne circolano alcune che prevedono una distanza tra gli ombrelloni di 7/9 metri”. “Invito il Governo a spiegarmi come sia possibile farlo in Calabria, con una costa in gran parte erosa e frazionata, soprattutto in quelle aree dove il turismo è attività vitale e primaria. Quello che chiedo al Governo è di ascoltare i territori e le loro esigenze e di farlo presto. Solo questo”.
“Noi andiamo avanti – sottoline il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli – siamo pronti, come avevamo detto, a riaprire il 18 maggio le attività per le quali abbiamo approvato dei protocolli. Poi eventualmente ci saranno degli aggiustamenti in base alle linee guida nazionali”. La giunta regionale marchigiana ha varato un corposo pacchetto di protocolli di sicurezza, concordato con le associazioni di categoria e e l’ufficio prevenzione, relativi al turismo (in primis balneare, ma non solo), commercio, ristorazione, ma anche servizi sociosanitari. Ceriscioli ha qualche perplessità sulla tempistica di diffusione delle regole nazionali: “gli operatori devono organizzarsi, non possiamo tenere le cose in sospeso. Noi comunque – conclude – siamo pronti”.

Sulle riaperture in Lombardia “saremo estremamente cauti, anche perchè questo è il periodo più delicato. O si raccolgono i frutti del lavoro positivo fatto finora oppure si crea una situzione estremanente brutta””. Così il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana ai microfoni di Radio Anch’io, su Radio 1. “E’ chiaro – ha aggiunto il Presidente lombardo – che i nostri dati sono ancora alti perciò è fuori di dubbio che scelte verranno prese delle scelte solo nel momento in cui ci fossero linee guida che garantiscano con grandissima percentuale di risultato la sicuirezza dei cittadini e dati confermati dal nostro comitato tecnico””. Una prima “valutazione” sulla riapertura di lunedì 18 maggio, insomma, verrà fatta sulla base dei dati epidemologici relativi alla diffusione del contagio nella fase 2: “”L’infezione ha circa 12 giorni di incubazione e perciò credo che verso giovedì avremo i dati sulla riapertura del 4 maggio”. Fontana ha poi definito “”illazioni”” le indiscrezioni di stampa secondo cui la Lombardia sarebbe in difficoltà nell’attività di monitoraggio del contagio: “”Stiamo facendo tutto quanto previsto. Abbiamo l’app, abbiamo dati e stiamo installando un nuovo sistema per avere dati ancora più rapidamente. Sono tranquillo””.

“Le istanze delle Regioni sembrano vengano accolte. E’ una sorta di anticipazione dell’autonomia”, dice il Presidente del Veneto, Luca Zaia, riferendosi al confronto sulla Fase 2 con il Governo. “Se tutto sarà confermato – spiega – considero proficuo per i veneti l’esito dell’incontro”. “Il premier – spiega – ha datol a possibilità per le Regioni di presentare un programma di aperture per il 18. Il Veneto, con estrema coerenza, presenterà in settimana la ripartenza totale”.
“La sanità è come un ‘abito sartoriale’ per le Regioni – osserva Zaia – e quindi ogni Regione, come ha avuto questo abito durante l’emergenza, lo avrà anche nell’apertura”. Il Veneto si prepara a riaprire “ovviamente – precisa il Presidente – tenendo sempre in primo piano gli indicatori sanitari. Dall’altro lato abbiamo chiesto che nei prossimi giorni si chiuda velocemente il protocollo con le linee guida per tutte le attività economiche, con la massima attenzione alla semplificazione”.