Le api quest’anno non sono praticamente mai andate a dormire

Ambiente & Turismo

Cinquanta miliardi di api presenti sul territorio nazionale, sono state ingannate dalla finta primavera. Le regine hanno continuato a deporre le uova con il risultato che oggi ci sono tante api quante ce ne dovrebbero essere fra un mese. La siccità è pesante, non ci sono fiori e di conseguenza la produzione nazionale di miele è crollata in maniera drastica, e come se non bastasse, le api che hanno riposato si sono svegliate in anticipo ed ora rischiano di perire per il freddo che sta tornando dopo una delle peggiori annate della storia del clima in Italia. Stamattina infatti le temperature in alcune regioni sono crollate anche di 10 gradi, da domani sono destinate a risalire e nel week end di nuovo ad abbassarsi, e questa è un’altalena di scenari che non aiutano.

Con questo clima imprevedibile vi sono inevitabili danni alle colture e secondo la Coldiretti, a rischio sono lattughe, cavoli, bietole ma anche alberi da frutto come peschi, albicocchi e susini in fase di inizio fioritura fuori stagione. Questo in oltre rende le piante estremamente vulnerabili e potrebbero non farcela durante la prossima ondata di gelo, con la conseguente perdita delle produzioni e del lavoro di un intero anno.

La morte delle api è sottovalutata; è in atto qualcosa che ancora non comprendiamo. Le cause della loro morte sono molte, ma tutte insieme portano a un quadro desolante: se non si cambia il modo di gestire la Terra -in senso sostenibile-, la situazione può diventare drammatica.

Se venissero a mancare le api, verrebbe a mancare l’impollinazione, ergo niente più piante, frutta e vegetali non tutti ovviamente, ma in gran parte. Per cui si estinguerebbero gli animali erbivori, che sono fonte fondamentale di cibo per noi esseri umani. In sostanza le api si occupano dell’impollinazione e senza l’impollinazione non è possibile la riproduzione di piante e frutti, il che vorrebbe dire mancanza di molte piante sulla terra. La conseguenza di tutto ciò, sarebbe la perdita degli erbivori che sono una fondamentale fonte di cibo, ma non solo, per noi esseri umani. Da questi insetti infatti deriva oltre il 50% di impollinazione di vari frutti e nel 2008 il numero delle api sulla terra si è dimezzato drasticamente.

Se in Italia dovessero scomparire le api, il crollo della produzione alimentare sarebbe superiore ad un terzo.  Serve ancora dilungarsi sull’importanza delle api per l’uomo? Non è questo è il vero allarme?

Alessandra Curto