In migliaia alla Foiba di Basovizza nel “Giorno del Ricordo”

Cronaca

TRIESTE – Il 10 febbraio 2020 si è celebrato “Il Giorno del ricordo”, al Sacrario della Foiba di Basovizza, sul Carso Triestino, con cerimonia solenne, benedetta dall’Arcivescovo di Trieste Mons. Crepaldi, in memoria dell’esodo giuliano dalmata e della tragedia delle foibe.

Migliaia i presenti, tra cui nutrite scolaresche provenienti da tutt’Italia, nonostante il cielo grigio, aria umida e pioggia sottile, ma pungente e costante.

L’evento è stato organizzato dal Comune di Trieste e dal Comitato per i Martiri delle Foibe proprio lo stesso giorno in cui nel 1947, fu firmato il Trattato di Pace di Parigi che, tra l’altro, assegnava alla Jugoslavia l’Istria, il Quarnaro e gran parte della Venezia Giulia.

Una cerimonia istituita nel 2004 con apposita legge dello Stato (L. 30 marzo 2004, n. 92) per ricordare le drammatiche vicende del confine orientale negli anni a cavallo del secondo dopoguerra, cui hanno preso parte, anche quest’anno, importanti esponenti del Governo, della politica nazionale e locale.

I discorsi del Sindaco Di Piazza, del Senatore Gasparri e del Governatore Fedriga sono stati animati da un comune sentire, ovvero che oggi, finalmente, dopo più di cinquant’anni di deliberato silenzio, i drammi di queste terre non sono più solo un ricordo privato dei pochi esuli sopravvissuti e dei loro familiari, ma si sono trasformati in patrimonio di conoscenza collettivo, che deve essere trasmesso, insegnato, spiegato in tutta la sua cruda verità, ai giovani studenti affinché, nel futuro, simili atrocità non abbiano a ripetersi, con posizione ferma e decisa contro quelle realtà che diffondono messaggi negazionisti. Sono stati ripresi i concetti a tal proposito espressi dal Capo dello Stato Mattarella,  che ha riconosciuto che la persecuzione, gli eccidi efferati di massa – culminati, ma non esauriti, nella cupa tragedia delle foibe – l’esodo forzato degli italiani dell’Istria della Venezia Giulia e della Dalmazia fanno parte a pieno titolo della storia del nostro Paese e dell’Europa. Si trattò di una sciagura nazionale alla quale i contemporanei non attribuirono – per superficialità o per calcolo – il dovuto rilievo”. 

Qui ogni pietra ha un lamento, su queste terre si è consumato l’olocausto delle foibe e la tragedia dell’esodo degli istriani, fiumani e dalmati per mano della ferocia dei titini jugoslavi, con la connivenza dei comunisti italiani. Il 30 marzo del 2004, solo sedici anni fa, il parlamento italiano ha istituito il giorno del ricordo dedicato ai martiri delle foibe e alle vittime dell’esodo giuliano dalmata del nostro confine orientale. Prima di questa importante data c’e’ stata un’Italia negata, un’Italia di vittime ignorate, di giovani, donne uomini, anziani “oscurati” per comodità storica e politica. Ora non è più concesso alla storia di smarrire l’altra parte della memoria”- così si è espresso il Sindaco di Piazza nel suo discorso, in cui ha fatto anche menzione particolare alla scomparsa lo scorso 4 gennaio, all’età di 99 anni, dell’ultimo testimone oculare degli omicidi di massa delle foibe, che emozionato raccontava:“Ricordo l’orrore  nei racconti dei miei compagni che si infilavano nella foiba per recuperare i poveri corpi, spesso per metterli nelle casse si smembravano. Le vittime italiane dei partigiani di Tito, in gran parte civili, avevano i polsi stretti dal filo di ferro, ed erano stati legati uno all’altro per gettarli nel buco ancora vivi”.

Gli interventi del Sindaco, del Presidente della Regione FVG e del Senatore, però, se da un lato hanno raccolto i vigorosi applausi e gli entusiasmi del pubblico, dall’altro non sono stati scevri da critiche da parte degli esponenti del PD “alla destra sovranista che sfila sul palcoscenico di Basovizza”.

Per dirla, però, con il Presidente della Repubblica, “il vero avversario da battere, più forte e più insidioso, è quello dell’indifferenza, del disinteresse, della noncuranza, che si nutrono spesso della mancata conoscenza della storia e dei suoi eventi e sono questi che ci insegnano che l’odio la vendetta, la discriminazione, a qualunque titolo esercitati, germinano solo altro odio e violenza”.

Nel Giorno del Ricordo, dunque, per non dimenticare, per imparare e per crescere!

Annamaria Peragine