Articolo Uno Pulsano

Cronaca

Il Sindaco Lupoli ha la memoria corta, dimentica persino che prima di diventare sindaco è stato per anni vice-sindaco e assessore di amministrazioni che hanno prodotto debiti e un deficit patologico per le casse del comune di Pulsano, tale da portare l’ente ripetutamente sull’orlo del dissesto e alla procedura di pre-dissesto. Si illude addirittura di poter prendere le distanze da se stesso e dalla responsabilità politica e amministrativa che ha accompagnato i suoi mandati nella produzione di una situazione debitoria e deficitaria strutturalmente enorme, e in un tentativo patetico di difesa del suo operato arriva ad offendere le forze politiche di opposizione definendo “politicanti” i loro esponenti. Quanto ai politicanti, Lupoli si guardi allo specchio e intorno, noi le offese le rispediamo al mittente. Crediamo che non facciano bene alla qualità del confronto politico e che Pulsano meriti altro. Per esempio un sindaco che rispetti la minoranza e la comunità che essa rappresenta.

Si abitui, il sindaco Lupoli, alle critiche severe, perché è finito il tempo delle vacue adulazioni per ogni soffio di aria fritta che finora è uscito dalla loro inutile propaganda.

In virtù della delega al bilancio che ha tenuto per sè e del passato amministrativo che gli imponeva di sapere, il Sindaco dovrebbe spiegare ai Pulsanesi anche: a che cosa è servita l’enorme somma ricevuta dalla Cassa depositi e prestiti (quasi 10 milioni, qualche anno fa)? E a quanto ammonta la rata annuale? E la data dell’ultima rata che il comune di Pulsano dovrebbe pagare per estinguere il prestito?

Quanto sta pagando il Comune per risanare la gestione dei residui attivi (quando si spendevano i soldi prima che entrassero)? State pagando somme in esito ad accordi su contenziosi con creditori? A quanto ammontano i debiti fuori bilancio, che il revisore nell’ultimo parere afferma assumere per l’ente notevoli proporzioni?

Ha scordato il Sindaco di aver già chiesto, costretto dallo stato di conti da lui e dai suoi sodali prodotto, il predissesto?

E’ ormai tempo di risposte. Dopo un anno la luna di miele è finita, e la propaganda delle pie illusioni, di effimeri sogni, di inutili spot, di festanti e goliardiche iniziative non sono più sufficienti.

Nello stato confusionale in cui versa la sua maggioranza, incapace di dare soluzioni ai problemi, si lamenta che l’opposizioni non fa proposte. Ma dimentica le proposte presentate da Articolo Uno e dalla sua Consigliera Paola Attrotto, e dimentica di averle bocciate tutte: dalla richiesta dello streaming delle sedute del consiglio comunale, alle agevolazioni per la tari, persino la mozione sul controllo della spesa dell’ente, centralizzando le proposte di impegno economico in un unico ufficio preposto al costante monitoraggio dell’andamento delle uscite. Tale Mozione avrebbe agevolato le casse comunali e dunque dato beneficio ai cittadini, e non solo, avrebbe facilitato anche il revisore dei conti che nell’ultimo elaborato pervenuto segnalava addirittura di avere egli stesso difficoltà a reperire i dati per esercitare la propria funzione di controllo della contabilità e dei procedimenti dell’ente.

Chiede proposte ma non sa che pesci prendere.

Dica, il sindaco Lupoli, cosa vuol fare da grande e quale progetto ha per questo territorio. Indichi una via, un traguardo, un orizzonte, perché finora ha brancolato nel buio, portando con sé l’intera comunità.

Si rassegni, Lupoli, l’opposizione non può fare sconti perché sarebbe un danno ai cittadini.

E di danni, da quando è amministratore, i cittadini ne hanno già avuti troppi: dalle tasse al massimo, i continui aumenti della Tari, strade piene di buche e in ultimo anche la nuova tassa dei parcheggi a pagamento per le vie paese, con abbonamento per i residenti e persino con la pessima decisione di chiedere ai propri cittadini per la sosta un euro l’ora davanti alla Asl. Afferma di farlo per costringere operatori sanitari e lavoratori della Asl a parcheggiare le loro automobili lontano per lasciare liberi quegli spazi di sosta agli utenti. Compie dunque, in nome del far cassa a tutti i costi, un atto gravissimo da parte di un sindaco: mettere i cittadini contro gli operatori sanitari, con il risultato terribile che i cittadini pagheranno per curarsi ed il personale sanitario per lavorare!

Allora (ecco un’altra proposta) riservi ai cittadini quegli spazi senza previsione di pagamento di alcuna somma.

Quanto all’impianto di compostaggio, non lasci alla VIA e ai tecnici le sorti di una scelta che è esclusivamente politica, compiuta alcuni anni fa proprio da lui. Non abbia un comportamento ipocritamente pilatesco, sia franco, si assuma le sue responsabilità e revochi la manifestazione di interesse, per il bene e il futuro di Pulsano e dei suoi cittadini.

Il coordinamento Articolo UNO di Pulsano