La poesia e la forma

Nella bella esposizione di vetture dell’Autoteam una rassegna di poesie, sculture modellate nella Malta di Geris e la voce e la chitarra di Marco Laccone, coordinati da Rosa Capozzi, offrono una serata diversa in un luogo accogliente, quanto inusuale.

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Venerdì scorso, ultimo giorno di un maggio per nulla primaverile, alla Ford Autoteam di Via Amendola a Bari il Prometeo Festival ha presentato una serata prevalentemente dedicata alla poesia.

Animatrice della serata ed anima dello stesso Prometeo, Rosa Capozzi che, con l’innata capacità di coinvolgere ha convinto Vincenzo Lamanna, titolare della Concessionaria Ford a ricavare tra le auto in esposizione uno spazio per manifestazioni artistiche. Secondo Lamanna, che ha dato il benvenuto al pubblico, la Capozzi ha impiegato giusto tre minuti a convincerlo di tuffarsi in questa avventura.

Il salone espositivo, che non conoscevo, è oggettivamente una bella opera architettonica e lo spazio ricavato per la manifestazione era ben circoscritto, protetto da rumori e vibrazioni.

Presentato il chitarrista, Marco Laccone, tra i più noti ed apprezzati cantautori della nostra terra, la presentatrice ha invitato Maria Pierno autrice di quattro sculture, davvero belle, raffiguranti figure femminili. La Pierno ci ha spiegato che sono realizzate utilizzando la Malta di Geris, un composto ecocompatibile ad essicazione naturale, che nasce dall’assemblaggio di elementi minerali e vegetali. L’effetto visivo è affascinante. In effetti l’artista modella il composto. dandogli forma e vita.

E’ iniziata subito dopo la rassegna di poetesse e poeti, ai quali è stato chiesto dalla conduttrice di recitare tre poesie ciascuno. Si sono alternati, accompagnati dal chitarrista, bravo a non sovrapporsi mai alle voci, Concetta Antonelli, Letizia Cobaltini, Elisa Ferrorelli, Iulia Marzulli, Lilli Pati, poi un momento totalmente diverso con Nino Greco, geologo di professione ed ottimo improvvisatore di versi più satirici che aulici. Si è tornati alla poesia pura con Antonio Rotondo ed Antonella Vairano.

Tutti bravi per quel che era dato di osservare. Sarò io che sono più esperto di musica e teatro, che di poesie, ma da tre brevi brani non mi sento in grado di dare un giudizio su un artista. D’altronde non era un concorso e, soprattutto, io non ero un giurato.

E, quindi, venuto il momento della musica non più di accompagnamento, ma protagonista e Marco Laccone ha canta e suonato due sue composizioni e chiuso, applauditissimo, con un brano di Guccini.

I ringraziamenti al pubblico sono stati affidati a Simona Quarto, se ho ben capito P.R. dell’ Auto Team.

Serata nel complesso gradevole, e Rosa Capozzi oltre che scopritrice di talenti, si rivela anche dotata di un fiuto da cane da tartufi nella ricerca di contenitori culturali, o come in questo caso di contenitori commerciali adatti ad ospitare “adeguatamente” manifestazioni culturali.

L’idea di far musica sul terrazzo, che si sta valutando per l’estate, mi pare parecchio azzardata. Siamo a ridosso di una arteria di scorrimento. I miei concittadini sono tutti gran suonatori, ma non di strumenti musicali, bensì di clacson, come sa chi è in coda ad un semaforo. Il rischio di una magra figura sarebbe dietro l’angolo. Ma è solo la mia opinione.

Gianvito Pugliese