Unde malum? Il libero arbitrio non è risposta soddisfacente

Cultura & Società

Molti cristiani non si mettono l’anima in pace, non si rassegnano all’idea che la domanda perché esista il male nel mondo, essendo il Creatore immensamente buono e onnipotente, non abbia una risposta. Si tranquillizzano ritenendo che il libero arbitro sia la risposta. Ma non è così. Il libero arbitrio non è la risposta alla domanda del perché esista il male, bensì alla domanda perché Dio abbia concesso all’uomo la possibilità di compierlo il male. Ma questo non esiste solo perché l’uomo lo compie, esiste a prescindere dalle azioni dell’uomo. Se per “male” intendiamo anche la sofferenza (degli uomini e degli animali), l’infelicità, la morte prematura, causate da malattie e calamità naturali, questo male nulla ha da spartire col libero arbitro.

Quindi il libero arbitrio non è risposta esauriente e soddisfacente. Tra l’altro, c’è anche da considerare che gli uomini spesso compiono il male per errore, non per libera scelta, non sanno di compiere il male. Gli esempi nella storia sono tanti. Basti pensare che per secoli nessuno ha ritenuto un male la schiavitù.

Un frequentatore del blog “Come Gesù” del prete e scrittore Mauro Leonardi, scrive: “La materia del creato gode di autonomia così come l’uomo gode di autonomia in virtù̀ del libero arbitrio… Dio, come causa prima, permette tutto quello che accade, e interviene ogni volta che vuole per modificare qualunque cosa (come nei miracoli). Ma a causa delle Sue Caratteristiche Fondamentali, Egli decide di lasciare libera e autonoma la Sua creazione”.

E va bene, ma visto che “interviene ogni volta che vuole per modificare qualunque cosa (come nei miracoli)”, perché non interviene per salvare dalla sofferenza e dalla morte prematura le sue creature? Perché per rispettare (non sempre ) l’autonomia della natura, non protegge le sue creature?

In realtà è difficile credere in un Dio che interviene alle volte sì alle volte no, è più logico pensare che non intervenga mai. Non placa uragani e terremoti alle volte sì e mille volte no, e non guarisce un bambino una volta sì e mille volte no.

Si potrebbe rivolgere al Signore la seguente domanda: “Perché hai creato una natura che tanto male avrebbe arrecato alle tue amatissime creature, perché hai creato un mondo siffatto?”. E immaginare la risposta: “Ho creato il migliore dei mondi possibili”. “Be’, Signore, se questo è il migliore dei mondi possibili, se altro non potevi fare, io, al pensiero della sofferenza immane passata, presente e futura di tante creature innocenti, sinceramente penso che potevi anche fare a meno di crearlo un mondo siffatto. Oso troppo?”.

Renato Pierri