Principale Ambiente, Natura & Salute Agroalimentare & Enogastronomia Il Sismografo sull’ortofrutta in occasione di Fruit Logistica (Berlino)

Il Sismografo sull’ortofrutta in occasione di Fruit Logistica (Berlino)

La presidente di Unioncamere Puglia, Luciana Di Bisceglie: «Con 623 milioni di euro di export, in soli nove mesi, l’ortofrutta è un settore con numeri importanti, nonostante il quadro congiunturale complesso. Serve tornare a ragionare in modo concertativo delle dinamiche di prezzo lungo la filiera».

Bari 6 febbraio 2024 – Nei primi tre trimestri del 2023 l’ortofrutta pugliese si è confermata un settore molto attivo sui mercati internazionali, con 623 milioni di euro di export, terzo risultato italiano dietro Veneto ed Emilia-Romagna. Andrà valutata la performance dell’ultimo trimestre 2023, i cui dati non sono ancora disponibili, ma al 30 settembre dello scorso anno i primi dieci mercati di sbocco della Puglia – in primis la Germania, e seguire Polonia e Francia – sono aumentati tutti, per valore della merce acquistata, rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente, anche come conseguenza del quadro inflattivo internazionale.

Ѐ quanto emerge da “Il Sismografo”, realizzato dall’ufficio statistica e studi di Unioncamere Puglia, in occasione di Fruit Logistica, il salone leader a livello mondiale dei prodotti ortofrutticoli freschi che si svolgerà a Berlino dal 7 al 9 febbraio. Sotto l’egida della Regione Puglia – Assessorato all’Agricoltura e in collaborazione con il sistema camerale pugliese, l’evento vede una nutrita partecipazione di operatori regionali del settore.

«La proiezione internazionale delle nostre aziende cresce in tutti i principali mercati di sbocco e, in particolare in Germania», afferma Luciana Di Bisceglie, presidente di Unioncamere Puglia, commentando i dati del Sismografo. «Sono traguardi importanti per un comparto angustiato da una serie di problemi non ancora risolti, come le proteste di questi giorni stanno a dimostrare. I dati dei bilanci delle aziende mostrano che il settore è sano e continua investire. Serve, però, tornare a ragionare in modo concertativo delle dinamiche di prezzo lungo la filiera. Anche le risorse umane e l’aumento della produzione restano temi strategici».

L’ortofrutta pugliese è un settore con numeri importanti per la consistenza di aziende e per numero di persone che vi lavorano: 32.552 sedi d’impresa con 61.139 addetti (fonte INPS), secondo posto assoluto fra tutte le regioni d’Italia, dietro la Sicilia (dati al IV trimestre 2023).  

Al 2022 la Puglia resta la prima regione d’Italia per ortaggi e legumi quanto a superficie dedicata (92mila ettari) e produzione totale (2,7 mln di tonnellate) ed è invece seconda solo alla Sicilia per superficie destinata a frutteti (84mila ettari) e terza in Italia per produzione (1mln di tonnellate).

Fra le aree pugliesi con maggior presenza di imprese ortofrutticole nel 2023, c’è il nord barese, la Capitanata (Foggia e provincia), Brindisi e provincia, le aree del Salento a non prevalente vocazione turistica.

Quanto alla natura giuridica delle aziende ortofrutticole pugliesi, si assiste ancora ad una netta prevalenza di forme aziendali meno strutturate (impresa individuale: 91% del totale) sebbene questa formula maggioritaria sia da anni in lenta contrazione, a favore delle società di persone e di capitali. Tale tendenza (quasi il raddoppio delle società di capitali rispetto a cinque anni fa) indica come le imprese, per competere su mercati più ampi, stiano cercando di modernizzare e rafforzare il proprio assetto societario e organizzativo.

Gli ultimi bilanci disponibili delle aziende ortofrutticole pugliesi (2022), relativi a un campione di

536 società di capitali, mostrano risultati discreti. In particolare, crescono gli investimenti (+44 mln, di cui 31 mln costituiti da capitale proprio), soprattutto in terreni, impianti e macchinari. Tuttavia, a causa dell’aumento dei prezzi dell’energia (costi per le utenze, +9mln), c’è una lieve contrazione dei ricavi, con 666 milioni di fatturato, 14 in meno del 2021. Anche la redditività flette, con un calo del risultato operativo (EBIT, cioè ricavi decurtati di interessi passivi e tasse, -9 mln) e degli utili (-7 mln)

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