Principale Arte, Cultura & Società Il coming out del torero Mario Alcade

Il coming out del torero Mario Alcade

Il 31enne matador di Madrid, Mario Alcalde, ha recentemente scritto un capitolo significativo nella storia spagnola, diventando il primo torero a fare ufficialmente coming out.

In un’intervista al quotidiano spagnolo El Mundo, Alcalde ha dichiarato apertamente di essere pansessuale, rompendo gli stereotipi dominanti nella tradizione della corrida.

«Essendo un torero, vado al mio ritmo. La mia visione della corrida è diversa dagli altri. I miei gusti, sia politicamente che sessualmente, sfidano la norma nella corrida.»

Con queste parole Alcalde sottolinea la propria unicità nel mondo della tauromachia.

La pansessualità di Alcalde si traduce in un’attrazione emozionale, romantica e/o sessuale verso gli individui, senza considerare il loro sesso o genere.

«Sono pansessuale e mi identifico molto con la bandiera LGTBI. Mi innamoro di ciò che c’è dentro, non mi interessa il genere.»

Alcade ha rivelato di aver scoperto la propria pansessualità anni fa, attraverso incontri significativi con diverse persone.

«Ti connetti con loro e cambiano il modo in cui vedi le cose.»

Nonostante la sua tradizione secolare in Spagna, la corrida negli ultimi decenni è stata oggetto di critiche per la crudeltà verso gli animali. La pratica è ancora legale, ma molte città spagnole l’hanno bandita. Un sondaggio del 2016 ha rivelato che solo il 19% dei cittadini spagnoli continua a sostenere la corrida.

Alcalde, affrontando la controversia, ha affermato: «La verità è che tutti i gay sono contrari alla corrida. Ma quanto è bello quando confessi chi sei e, dopo averti conosciuto, loro la vedono diversamente. ‘Sono un torero’, dico loro e loro cambiano opinione.»

Il torero pansessuale ha persino espresso il desiderio di organizzare una corrida in un bar a Chueca, quartiere di Madrid noto per la sua comunità LGTBI. Tuttavia, Alcalde ammette che non è sicuro di come reagiranno le arene, ma si mostra fiducioso nella liberalità dei suoi fan, concludendo «Vado per la mia strada. Non mi interessa cosa pensano gli altri.»

La dichiarazione aperta di Mario Alcalde non solo sfida gli stereotipi nella tradizione della corrida, ma anche promuove l’inclusività e la diversità in un contesto spesso conservatore. La sua storia potrebbe segnare un punto di svolta nella percezione della tauromachia, aprendo la strada a una maggiore accettazione e comprensione nella società spagnola.

La corrida è oggetto di diverse critiche e controversie. Possiamo sintetizzare le contraddizioni salienti in 5 punti.

1. Crudeltà verso gli animali

La corrida coinvolge il tormento e la messa a morte di tori per intrattenimento, suscitando preoccupazioni per il benessere degli animali.

2. Tradizione vs Etica

Mentre alcuni sostengono che la corrida fa parte della tradizione culturale di alcune regioni, altri contestano l’etica di perpetuare pratiche che causano sofferenza agli animali.

3. Divertimento basato sulla sofferenza

La corrida attinge al divertimento attraverso la sofferenza animale, sollevando domande etiche sulla moralità di trarre piacere dalla tortura di un essere vivente.

4. Incoerenza con i valori contemporanei

In un’epoca in cui cresce la consapevolezza del rispetto per gli animali e la ricerca di forme etiche di intrattenimento, la corrida sembra incoerente con questi valori emergenti.

5. Contrasto con leggi sulla protezione degli animali

In molte nazioni, la corrida entra in conflitto con le leggi che vietano la crudeltà verso gli animali, sollevando questioni sulla sua legittimità legale.

È importante notare che le opinioni sulla corrida variano ampiamente e le considerazioni etiche possono differire da persona a persona.

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