Principale Politica Autonomie locali Vernole e la nuova Lecce un’ipotesi di cambiamento territoriale

Vernole e la nuova Lecce un’ipotesi di cambiamento territoriale

di Davide Tommasi- Federica Pascali .

Nella splendida cornice del   castello della cittadella di Acaya, si è svolto il primo degli incontri riguardanti un’ipotesi di cambiamento territoriale.

Presenti all’incontro l’avv. Sara Sergio,il sindaco Mauro de Carlo, il Dott. Ferdinando Pedaci, la senatrice Adriana Poli Bortone, il dott. Vittorio Raeli e il prof. Luigino Sergio.

L’ avv. Sara Sergio ha introdotto l’incontro riguardante la possibile fusione tra il comune di Lecce e alcuni comuni limitrofi.

Ha poi preso parola il sindaco del comune di Vernole Mauro de Carlo per un benvenuto e un ringraziamento ai partecipanti.

A seguito il Dott. Ferdinando Pedaci, promotore della fusione e capogruppo di Futuro Insieme, il quale ha sottolineato la mancanza di risorse finanziarie sufficienti a garantire i servizi minimi alla cittadinanza da parte dei piccoli comuni dovuto anche alla denatalità che determina una riduzione dei trasferimenti dallo Stato verso gli enti locali.

Subito dopo l’intervento della senatrice Adriana Poli Bortone, già sindaco di Lecce e attualmente consigliere di minoranza dello stesso comune, presentatrice della mozione di fusione dei comuni approvata all’unanimità dal comune di Lecce. Ha sottolineato non solo la necessità delle fusioni tra i comuni ma anche un accorpamento delle regioni come già avviene a livello di elezioni europee, dove il legislatore ha individuato solo cinque macroregioni in Italia. Stesso ragionamento ha espresso in relazione alle province, auspicando un massimo di trenta macroprovince.

A seguire, il Dott. Vittorio Raeli, procuratore regionale della Corte dei Conti della Basilicata e sostenitore della fusione dei comuni a causa della necessità finanziaria. Essa porterà per il comune di Lecce alla creazione di una nuova identità e al miglioramento dei servizi pubblici.

Conclude gli interventi il prof. Luigino Sergio dell ‘università Unisalento, il quale ha tracciato quelli che sono i vantaggi che potrebbero scaturire dall’unione del comune di Lecce con i comuni viciniori di Surbo, Cavallino, San Cesario di Lecce, Lequile, Arnesano, Lizzanello, Monteroni di Lecce, Trepuzzi, Novoli, Vernole e Squinzano. Primo fra tutti il trasferimento di maggiori risorse, fino a 10 milioni di euro per 15 anni, economie di scala nella gestione dei servizi, e non ultimo il riconoscimento di una priorità rispetto agli altri comuni nell’attribuzione dei fondi regionali, come già avviene per dei il comune Presicce-Acquarica. Inoltre ha evidenziato che potrebbe essere fatta anche una legge regionale che riconosca una priorità nell’attribuzione dei fondi regionali anche agli investimenti privati che avvengono nel territorio dei comuni fusi.

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