Principale Ambiente, Natura & Salute Il Condominio Terra è ricco di vittime della cultura

Il Condominio Terra è ricco di vittime della cultura

Il valore di un popolo e della sua cultura si deduce dal rispetto che dimostra per i beni del Condominio Terra: aria, acqua, cibo e natura, che sarebbero salvavita per 8 miliardi di condomini, se nei popoli “progrediti a casaccio” non ci fosse un’alta percentuale di avvelenatori, spreconi, ladri, assassini.
Chi abusa, sfrutta o devasta la natura senza avere la minima percezione che sta privando di aria, acqua e cibo milioni di esseri umani innocenti; e più per colpa che per dolo, finisce per rendersi complice di potenti e governanti assassini.
In due secoli e mezzo la comunità mondiale è cresciuta da 1 a 8 miliardi di umani sul “condominio terra“, che non potendo crescere fisicamente, decresce per quantità e qualità di risorse disponibili, a causa dello sfruttamento e avvelenamento a cui è sottoposto almeno da un secolo. Ma ci ripaga con gli interessi, a colpi di sconvolgimenti climatici che arrecano ai popoli, danni e morti incalcolabili.
Se queste sono le condizioni oggettive in cui versa il pianeta, con l’umanità spaccata in ignoranti e istruiti, poveri e ricchi, impotenti e potenti, sudditi e sovrani, la conflittualità e la guerra non possono che essere consequenziali.
I popoli ricchi e progrediti conservano in “apparente buona salute” il loro sistema socio economico, sfruttando gli Stati poveri per garantirsi una crescita dei profitti e dei consumi. E così predispongono l’intera comunità mondiale al terrorismo, alla guerra e ai crimini contro l’umanità.
Uno stato ricco di risorse naturali facilmente sfruttabili, può permettersi il lusso di un popolo libero, che senza abusare di altri popoli, si autogoverna incentivando la crescita dei profitti e dei consumi. Ma dove la giustizia sociale è utopia, per mancanza di risorse o di cultura o di politica onesta, la democrazia è un suicidio collettivo rateizzato. Vedi Italia: scuola e sanità allo sfascio, baby gang, femminicidi, giustizia a babbo morto e debito pubblico insanabile.
Anche se camuffate da progresso scientifico, tecnologico ed economico; cultura, politica ed economia sono guerra civile a tempo indeterminato, perché nessuna forma di autogoverno del Popolo riesce a garantire la giustizia sociale impedendo la rapacità degli sfruttatori nazionali e mondiali e contenendo la giusta rabbia degli sfruttati, che alla lunga presentano il conto.
Dove latita la giustizia sociale, di vero c’è solo la barbarie, anche se è spacciata da democrazia, progresso e civiltà.
Franco Luceri

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