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Intelligenza Artificiale ed Etica: verso quale Umanesimo?

di Antonino Giannone

Riporto in questo articolo alcune parti della Relazione che ho fornito in E.N.T.D. Ente Nazionale per la Trasformazione Digitale che ha organizzato il 15 Gennaio il Convegno: Intelligenza Artificiale: implicazioni etiche, rischi sociali ed opportunità di sviluppo per l’Italia che si è  svolto il 15 Gennaio nella Sala Regina della Camera dei Deputati

Il mio contributo nasce con il Lavoro di ricerca fatto in numerosi anni per passare in

rassegna l’Umanesimo[1] nella storia, in qualche Millennio, attraverso il pensiero di centinaia di Filosofi, Scrittori, Economisti, Educatori, Sociologi, Esperti di vari settori della società e di persone comuni.

I Relatori che mi hanno preceduto hanno evidenziato le caratteristiche delle tecnologie della Trasformazione Digitale (TD), in particolare dell’Intelligenza Artificiale (IA), e su quest’ultima si sono soffermati sotto i diversi aspetti che la caratterizzano e sui rischi che esigono una regolamentazione, ma che sarà molto difficile che sia accettata da tutti i Paesi.

Le mie considerazioni riguardano le problematiche connesse ai Valori umani ed etici della Persona. Vorremmo che nei contesti socio-culturali, dove il digitale regnerà sovrano, restino integri i valori fondanti ed etici della Persona, resti integro il Rispetto della Dignità e che le interazioni tra le persone non finiscano per essere confinate soltanto ai rapporti virtuali.

Serviranno oltre alle competenze professionali specialistiche (hard skills), anche le abilità trasversali (soft skills), ma soprattutto le capacità del “senso critico” che ormai da numerosi anni non viene quasi più insegnato ai giovani.

La società ha sempre più bisogno di persone che siano oltre che molto competenti, anche belle persone con Valori etici che vorremmo s’ispirassero a quell’Umanesimo integrale che mette al centro la Persona e la sua dignità[2]

La filosofia dovrebbe ritornare nelle scuole e nelle Università accanto all’overdose d’insegnamento delle nuove tecnologie: Artificial Intelligence-Robotics-Internet of Things-Big Data-Blockchain- Metaverso che dovrebbero essere insegnate unitamente a Soft Skills, Leadership, Management and Ethics. Infatti sono sempre più interconnessi i temi che compongono la Formazione e la Cultura di ogni Persona, in particolare di tutti coloro che assumono e assumeranno Responsabilità come classe dirigente nella società digitale, nella sfera pubblica e privata. Al Politecnico di Torino da qualche anno è stato attivato un Centro con Professori di Filosofia che hanno iniziato la nuova Formazione di Ingegneri Umanisti di cui si avrà tanto bisogno nella società digitale[3].

Inoltre chi aspira a ricoprire ruoli di Responsabilità dovrebbe avere la consapevolezza della propria Leadership per saper motivare le persone a raggiungere obiettivi condivisi.

Con queste integrazione di competenze, abilità e valori, a nostro avviso, le generazioni Zeta e Alpha e le altre che arriveranno potranno certamente diventare la migliore classe dirigente possibile.

L’Etica e i suoi Valori, che hanno sempre rappresentato l’amalgama di una società, con alcuni Valori condivisi, si è purtroppo, molto sbiadita fino a scomparire.

Ci stiamo abituando a un modo di vivere in cui i valori di mercato penetrano in ogni aspetto dell’attività umana: salute, educazione, sfera familiare, arte, natura, doveri civici e così via. Dunque, il problema dell’Etica si pone, non solo per le Aziende, in particolare per le Multinazionali, perché ogni azienda, nella propria strategia di sviluppo, non può più trascurare la Business Ethics, ovvero il complesso rapporto tra l’Etica e la sfera Economica e gestionale con una reale applicazione di un codice etico

che metta al centro l’osservanza di valori quali: rispetto, lealtà, trasparenza, onestà, giustizia, integrità affinché i dipendenti osservino questi valori (ISO 26000: i principi della responsabilità sociale d’impresa).

In questo ampio contesto abbiamo sentito che le applicazioni dell’IA e, più in generale, della TD saranno decisive per la trasformazione di tutti i processi organizzativi, produttivi e dei comportamenti sociali e saranno di grande utilità per i giovani per fare le loro scelte professionali e di vita con maggiore consapevolezza.

L’IA dovrebbe essere “uno strumento per le persone ed essere una forza positiva nella società con l’obiettivo ultimo di aumentare il benessere umano”.

In questi ultimi 6 mesi c’è stata un’accelerazione nel dibattito sull’IA a livello mondiale da quando il 30 Maggio è stata pubblicata dal Center for AI Safety[4], questa “Dichiarazione sul rischio AI”: Mitigating the risk of extinction from AI should be a global priority alongside other societal-scale risks such as pandemics and nuclear war. (Mitigare il rischio di estinzione dell’Intelligenza Artificiale dovrebbe essere una priorità globale insieme ad altri rischi su scala sociale come le pandemie e la guerra nucleare).

Tra i 350 Esperti dell’AI e Imprenditori che chiedono di trattare il rischio di distruzione dell’umanità causato dall’Intelligenza Artificiale alla stregua della minaccia atomica ci sono Geoffrey Hinton, Emeritus Professor of Computer Science, University of Toronto; Yoshua Bengio, Professor of Computer Science, U. Montreal / Mila; Demis Hassabis, CEO, Google DeepMind; Sam Altman, CEO, OpenAI e tanti altri noti studiosi e ricercatori di IA.  L’IA andrebbe con urgenza regolamentata come si è fatto per l’energia nucleare

Il quadro legislativo europeo per lo sviluppo e la regolamentazione dell’intelligenza artificiale (IA)  ha cominciato a prendere forma negli ultimi mesi con una proposta di regolamento (AI Act Dicembre 2023, UE) recante alcune linee guida. Attendiamo una regolamentare dell’IA nei prossimi mesi alla luce di quanto definirà la Commissione dell’ONU con 39 Esperti nella quale l’Italia partecipa con il contributo di Paolo Benanti, che recentemente e’ stato nominato anche a capo della Commissione IA del Governo Italiano.

Nel Convegno sono stati espressi dubbi che la definizione di linee guida di regolamentazione sull’utilizzo dell’IA e della ChatGPT possa trovare l’adesione di tutti i Paesi che hanno fatto enormi investimenti nell’IA. Tuttavia in questi ultimi mesi si sono accresciute le preoccupazioni per l’IA generativa per  la sua capacità di esprimere un linguaggio “intelligente” nelle risposte dei chatbot e output alle domande formulate. Si discute sulla massima attenzione che dovrà essere data ad aspetti quali la verificabilità del ragionamento dell’IA, l’equità dei risultati potenziali, la centralità umana e la protezione della responsabilità umana. A nostro avviso consideriamo con tanti altri studiosi che sia diventata centrale la discussione sul rispetto di Valori etici nelle applicazioni dell’IA nella Società digitale.

L’emergenza educativa più volte denunciata in questi decenni richiede un recupero dell’Etica, dei valori etici in ogni professione e attività, riscoprendone i principi e i comportamenti fondamentali, a partire dai grandi filosofi greci e latini fino ai pensatori moderni e contemporanei.

Così scrivevo nel 2010: “Una persona senza etica è sempre più esposta e indifesa verso una deriva priva di valori umani. L’Etica può ricaricare le batterie dell’uomo, potrebbe dare a tutti quella nuova energia di cui hanno bisogno sia chi deve recuperare i valori umani sia chi deve scoprirli, soprattutto i giovani in formazione, perché attraverso i valori dell’Etica, avrebbero un supporto per sviluppare un percorso professionale più integrato ed equilibrato, sia a chi già esercita una professione: medico, giornalista, avvocato, commercialista, ingegnere, magistrato, docente, politico, cioè a tutti coloro che svolgono un ruolo nella società”[5]

Purtroppo questi richiami ci sembra che siamo rimasti per molte realtà semplici auspici, un’ipotesi irrealistica, e rischiano di rimanere tali: una speranza inaffidabile se persisteranno nel mondo gli egoismi dei poteri nazionali e della cultura individualista.

L’uomo dell’era digitale dovrà decidere quali beni devono essere trattati come merci, come strumenti di produzione e consumo, e quali beni non devono essere trattati come merci?

L’uomo dovrà porre un limite, avvalendosi dell’IA in tutti i campi per la grande capacità di esaminare milioni di dati fino a miliardi di dati: quali beni possono essere acquistati o venduti? L’uomo dovrà decidere quali valori debbano governare le diverse sfere della vita sociale e civile? Pensiamo alle merci che non dovrebbero mai essere in vendita: l’essere umano, la donna che affitta il suo utero, organi, donne violentate e costrette a prostituirsi, i bambini venduti sul mercato clandestino e costretti a lavorare in tenera età, mentre innanzitutto i bambini no, non devono mai essere considerati beni di consumo perché sono esseri umani, persone, meritevoli di amore e cura per la loro crescita e sviluppo integrale.

Negli ultimi decenni è emersa una crescente “cultura dello scarto”, del relativismo e nichilismo che non mettono più al centro la Persona e la sua dignità. Condividiamo un grande NO ALLA CULTURA DELLO SCARTO e alle enormi diseguaglianze nella società? Sono davvero disarmanti i dati più recenti sulla distribuzione della ricchezza ne mondo6:

  • L’1% più ricco detiene, oggi, il 45,6% della ricchezza globale, mentre la metà più povera del mondo appena lo 0,75%.
  • 81 miliardari detengono più ricchezza di metà della popolazione mondiale.[6]

Come si fa a non essere pessimisti sul recupero dei valori etici nella società della globalizzazione, e dell’Intelligenza Artificiale compresa la società italiana? Lo stesso Presidente della Repubblica  Sergio Mattarella nel discorso di fine anno 2023 ha fatto un appello a tutte le istituzioni educative (Scuola, Università, Famiglia, Chiesa) ad agire con più insistenza per Educare i Giovani ai Valori etici, alla Pace, alla Solidarietà, alle Virtù umane. 0

Mentre si celebrano con luci e ombre le “caratteristiche tecnologiche” dell’intelligenza artificiale, si presentano domande emblematiche:

“Si sta andando verso la costruzione di una nuova umanità o verso un ecosistema nel quale l’uomo sarà ai margini?

Cosa accadrà quando Robotica, IA e Ingegneria Genetica saranno messe al servizio della ricerca dell’immortalità e della felicità eterna?

Il genere umano rischia di rendere se stesso superfluo?

Saremo in grado di proteggere questo fragile pianeta e l’umanità stessa dai nostri nuovi poteri che secondo alcuni filosofi elevano l’uomo ad essere Dio?

Come finirà questa lotta tra uomo e macchina? Chi prevarrà?

Dipenderà totalmente da noi, da Voi che cosa sceglierete, perché Io per età anagrafica finirò, forse, tra pochi il mio Viaggio affascinante; potrebbe essere l’occasione per l’Umanità di esaltare il suo lato umano oppure di dare fondo a tutto il suo peggio, puro libero arbitrio.

Queste riflessioni, a nostro avviso, sull’IA e sulle ripercussioni sui Valori etici della Persona e sulla loro tutela rimarranno un inutile e vuoto richiamo, se nei progettisti dei software e algoritmi digitali non prevarranno la volontà di preservare i valori e la dignità della Persona, individualmente e a livello di Comunità, di Paese, di Civiltà (penso all’Algoretica[7]

[1] 1 A. Giannone, Umanesimo Digitale. Edizioni Giuseppe Laterza, Bari-Giugno 2023

[2] I primi filosofi che hanno sviluppato l’Umanesimo Integrale furono: Maritain e Guitton.

[3] Il rettore del Politecnico Prof. Guido Saracco ha dichiarato che serviranno 30 mila Ingegneri Umanisti

[4] Organizzazione non profit, nata nel 2022 e basata a San Francisco, in California

[5] A. Giannone, Elementi di Politica aziendale e innovazione tecnologica, Cacucci Editore Bari, 2010.

[6] I dati sono tratti dal rapporto di Oxfam International (gennaio2023) https://www.oxfamitalia.org/wp- content/uploads/2023/01/Report-OXFAM_La- disuguaglianza-non-conosce-crisi_final.pdf

[7] L’Amico Prof. Paolo Benanti ha definito e ha sviluppato per primo l’Algoretica.

[8] G.K. Chesterton, Uomo vivo. Morganti Editore 2013).

  

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