Principale Arte, Cultura & Società Ho detto no

Ho detto no

Sabato 2 Dicembre, a conclusione della rassegna Be Gen(d)erous, il team di facilitatorɜ della Hermes Academy ha condotto, in Piazza Maria Immacolata a Taranto, nell’ambito delle attività del banchetto arcobaleno di Arcigay, il laboratorio di autocoscienza e scrittura autobiografica Ho detto No, dedicato a Giulia Cecchettin e a tutte le vittime della violenza patriarcale.

“Volevo solo scomparire in un abbraccio.”
Questo il titolo del murales realizzato dall’artista Fabio Ingrassia, davanti all’ex Cinema Odeon a Milano, e dedicato a Giulia Cecchettin.
A seguito del 105esimo femminicidio in Italia in quest’ultimo anno, sono tante le azioni messe in campo e tantissime le testimonianze condivise nell’ambito di eventi pubblici e sui social.

«Giulia, solo 22 anni. Ammazzata da chi non voleva che si laureasse.

Da dove partiamo, – si chiede Tiziana Magrì, operatrice culturale – genitori, adulti tutti? Ho paura quando penso a quei momenti di fragilità che le mie due figlie potranno vivere, è proprio lì che scambieranno “l’attenzione”, “la non gonna”, “la non uscita”, “lo schiaffetto” come gioco, come parole che fanno parte dell’amore, che vogliono dire “ti amo”.
Un corpo senza vita, un corpo prima preso a botte, calci, pugni. Accoltellata.»

«L’audio di Giulia Cecchettin all’amica diffuso da Chi l’ha visto è agghiacciante. Perché – spiega Marina Luzzi, giornalista – aveva capito, razionalmente sapeva, che era vittima di ricatti emotivi dell’ex ma si sentiva in colpa a non uscirci, aveva paura che lui potesse fare un gesto estremo, uccidendosi.
Ho avuto un uomo stimato e gentile che tanti anni fa mi disse che si sarebbe ammazzato perché avevamo litigato. Io ebbi una crisi di panico. Avevo gli anni di Giulia e gli credevo proprio. Lo avevo preso sul serio. Mi confidai con una psicologa del consultorio di Tramontone, che mi fece ragionare.
– Se lo dicono non lo fanno. Stai tranquilla. Vuole solo attrarre la tua attenzione.
Le credetti. Mi lasciò lui, a distanza di mesi, con un sms. Non si preoccupò di come stessi io. Gli uomini a differenza delle donne hanno uno straordinaria capacità di autoconservazione. Fanno quello che vogliono, raramente si forzano. Se è sì vuol dire sì.
Noi veniamo educate all’accondiscenza, alla moderazione e al sacrificio (ecco il patriarcato). Da questo scaturisce il senso di colpa nel dire:
– Mi dispiace per lui, dice che si ammazza senza di me.
Abbiamo visto come è andata a finire. Non si ammazzano mai, o se lo fanno prima ammazzano noi. Fuggire. Da queste persone bisogna fuggire. Assecondare l’istinto che abbiamo, che se lo abbiamo servirà a qualcosa.»

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