Principale Economia & Finanza Taranto – Aiuti per le cozze dall’Europa

Taranto – Aiuti per le cozze dall’Europa

Von der leyen su crisi mitilicoltura a Taranto: “possibili aiuti oltre 30mila euro nel triennio”

La risposta della presidente della Commissione europea alla lettera dell’eurodeputata dei Verdi europei, Rosa D’Amato

 
In allegato la lettera di Rosa D’Amato e la risposta di Ursula von der Leyen

“Altre possibilità sono (…) a disposizione degli Stati membri, nel quadro delle norme in materia di aiuti di Stato, per sostenere le imprese del settore della pesca e dell’acquacoltura” al di là dei 30mila euro previsti come massimale per triennio nell’ambito del regolamento Ue ‘de minimis’.
Lo scrive la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, rispondendo a una lettera dell’eurodeputata dei Verdi europei, Rosa D’Amato, in cui si denuncia la crisi della mitilicoltura a Taranto.
“Le imprese tarantine della pesca, in particolare quelle del settore della mitilicoltura, sono impossibilitate ad accedere al regime de minimis in quanto gli aiuti concessi, nell’arco del triennio, superano la soglia dei 30mila euro – spiega D’Amato –
Si tratta di un limite che non tiene conto della particolare situazione di difficoltà in cui si trovano a operare queste imprese, e non certo per colpa loro.
Parliamo dell’inquinamento delle acque derivanti dalle attività industriali, della presenza di fenomeni stabili di surriscaldamento del mare, della fioritura di alghe contenenti tossine.
Tutto questo comporta dei periodi di sospensione della raccolta che hanno un impatto notevole su imprese, lavoratori e famiglie. La risposta della presidente von der Leyen è la conferma di quanto sosteniamo da tempo, ossia che il governo può fare molto di più per aiutare i nostri pescatori”, aggiunge l’eurodeputata.

Secondo la presidente della Commissione europea, “gli Stati membri possono ad esempio esaminare le opzioni disponibili nel regolamento di esenzione per categoria per il settore della pesca”, ossia il regolamento Ue 2022/2473, “che esenta un gran numero di misure dall’obbligo di notifica”.

Inoltre, “gli Stati membri possono elaborare misure a norma degli orientamenti in materia di aiuti di Stato applicabili al settore della pesca e dell’acquacoltura e notificarle alla Commissione per approvazione.
Tali orientamenti stabiliscono una varietà di categorie di aiuti e grazie alla loro flessibilità possono contemplare tipi diversificati di interventi nazionali”, spiega von der Leyen.
Infine, la modifica in corso del regolamento “de minimis” per il settore della pesca dovrebbe portare “il massimale individuale degli aiuti” a 40mila euro.

“Von der Leyen è stata chiarissima: gli strumenti per aiutare maggiormente i pescatori tarantini ci sono.

Il governo di Meloni e Fitto la smetta di perdere tempo e non pensi solo a salvare l’ex Ilva a scapito della salute dei cittadini. C’è un comparto fondamentale per il tessuto economico e sociale della città che va tutelato, subito”, conclude D’Amato.

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