Principale Ambiente, Natura & Salute L’UE raggiunge un accordo sulla riduzione delle emissioni industriali

L’UE raggiunge un accordo sulla riduzione delle emissioni industriali

I paesi dell’UE hanno raggiunto un accordo preliminare, siglato ieri sera, sulla revisione della Direttiva sulle emissioni industriali nocive (IED), comprese quelle provenienti dagli allevamenti intensivi di pollame e suini e dalle miniere di minerali, attraverso gli scarichi di rifiuto, nellaria, nell’acqua e nel suolo. L’accordo raggiunto, inoltre, darebbe al pubblico un maggiore accesso alle informazioni rilevanti. Gli impianti e le aziende agricole su scala industriale devono operare in conformità con un permesso concesso dalle autorità nazionali, utilizzando come standard le migliori tecniche disponibili (BAT).

L’UE raggiunge un accordo sulla riduzione delle emissioni industriali

Sebbene milioni di europei non ne abbiano mai sentito parlare, la Direttiva sulle emissioni industriali (IED) è un elemento centrale della legislazione ambientale dell’UE. Regola l’inquinamento prodotto da circa 50.000 grandi impianti industriali in Europa, che emettono 736 milioni di tonnellate di CO 2 o circa il 40% dell’impronta di carbonio totale del blocco. La IED impone alle industrie di rispettare i limiti di inquinamento basati sulle prestazioni, che vengono periodicamente rivisti per tenere conto dell’innovazione e del progresso. L’attuale revisione della IED rappresenta un’enorme opportunità per rafforzare questa legislazione e garantire che possa affrontare efficacemente anche l’impatto negativo delle emissioni industriali sul clima. Difatti, le nuove regole fisseranno i limiti di inquinamento a livelli più efficaci e forniranno indicazioni chiare all’industria sui giusti investimenti per ridurre le proprie emissioni in modo efficace. Le norme aggiornate inoltre, si applicherebbero agli allevamenti intensivi di suini con più di 350 animali, nonché agli allevamenti di pollame con più di 300 galline ovaiole, mentre per gli allevamenti più grandi a partire dal 2030. Lo stesso vale anche per l’estrazione industriale di minerali come ferro, oro, nichel e platino. Inoltre, la Commissione Europea potrebbe eventualmente includere nel suo campo di applicazione anche l’estrazione di minerali industriali.

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