Principale Politica Instabilità e discontinuità politica

Instabilità e discontinuità politica

Quale interlocuzione con la città?
«Esprimiamo sconcerto e preoccupazione per la situazione politica determinatasi all’interno di una sede di primaria importanza per i cittadini qual è l’Amministrazione comunale di Taranto.»
Arci Gagarin condivide la propria preoccupazione, tramite una nota stampa sottoscritta anche da Hermes Academy e dal Comitato Territoriale Arcigay Strambopoli QueerTown Taranto.
«Per quanto ci si sforzi di minimizzare gli eventi di questi giorni – e qualunque ne sia l’esito finale – la situazione risulta assai confusa, caratterizzata da continui cambi di casacca dei consiglieri (siano essi eletti in liste di partito che nelle numerose liste civiche che caratterizzano le elezioni locali), a cui si accompagna una pressoché costante instabilità del vertice amministrativo, dovuta alle frequenti sostituzioni tanto dei membri della giunta comunale quanto delle deleghe per i confermati.
ln quanto associazione, non ci compete l’entrare nel merito del dibattito politico, che legittimamente viene svolto nelle sedi istituzionali o nei partiti; tuttavia, non possiamo non sottolineare la pericolosità del metodo.
Dibattiti politici non chiari allontanano i cittadini dalle istituzioni, con un incremento dell’astensionismo del quale poi, puntualmente, ci si lamenta.
La facilità con cui si procede alla variazione dei membri e delle deleghe in giunta frammenta l’azione amministrativa e la svilisce, impedendo una seria interlocuzione con l’ente Comune a chi, come accade al mondo dell’associazionismo e del volontariato, intende garantire la sua partecipazione democratica ed il suo apporto di idee, progetti e programmi alla collettività.
Che credibilità può avere un interlocutore di fresca nomina che rimarrà in carica non si sa per quanto? Auspichiamo un cambio di passo e di metodo tra le fila dell’Amministrazione comunale.
Confrontiamoci tutti, – e vale anche per l’associazionismo, in troppi casi silente – e scontriamoci, se occorre, su progetti e programmi divergenti.
Ma torniamo ad occuparci delle sorti della città e  non di quelle dei consiglieri comunali, che a opportunistici riposizionamenti ci hanno oramai tristemente abituati.»

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