Principale Arte, Cultura & Società Santa Scorese, quando la femminilità profuma di Dio!

Santa Scorese, quando la femminilità profuma di Dio!

Dario Patruno

Conoscere e divulgare la testimonianza della serva di Dio Santa Scorese uccisa brutalmente sull’uscio di casa il 15 marzo 1991, questo l’obiettivo che mi ha spinto a rivolgere alcune domande a Don Tino Lucariello parroco di San Giuseppe a Bari e all’epoca dei fatti viceparroco della Chiesa matrice di Palo del Colle, nonché suo padre spirituale.

Come ha conosciuto Santa Scorese e cosa l’ha colpito della sua persona?

Ho conosciuto Santa quando svolgevo il mio ministero sacerdotale come vicario parrocchiale nella chiesa matrice in Palo del Colle. Un giorno venne da me per avere un colloquio in cui mi chiedeva di guidarla nel suo cammino spirituale e nel percorso di discernimento vocazionale. Da quel momento in poi abbiamo condiviso tre anni circa della nostra vita e in quella occasione mi aveva confidato la persecuzione che ha dovuto affrontare con molta sofferenza.

Tra i tanti giovani che quotidianamente un parroco incontra quanto Santa ha inciso e modificato il suo approcciarsi alle problematiche giovanili?

Santa era una ragazza normale come tutte le altre ma ciò che la contraddistingueva era la sua profonda e convinta spiritualità. Nonostante i suoi impegni di studio universitario, riusciva ad essere sempre disponibile nell’aiutare chi si trovava in difficoltà. Infatti, decise di rendere la sua fede più operosa assistendo una coppia di giovani sposi che vivevano in un tugurio e avevano bisogno di ogni cosa, dal momento che avevano anche un neonato da curare.

In cosa consiste la specialità nella vita ordinaria di questa ragazza “speciale”?

Ciò che rendeva Santa “speciale” era la preghiera quotidiana: lodi, meditazione e messa ogni mattina. Poi la sera i vespri, la partecipazione a ritiri spirituali, a momenti di confronto con i vari movimenti e associazioni cattoliche che frequentava, le adorazioni eucaristiche diocesane, le suore di Padre Kolbe, il volontariato nella croce rossa italiana e cosi via.

La studentessa universitaria, aveva dei sogni: può descriverli brevemente?

Il suo sogno più grande era di consacrarsi totalmente a Cristo ma stava decidendo quale strada particolare intraprendere. La sua difficoltà era nello scegliere quale tipo di carisma la rendesse più vicino alla sua vocazione.

In attesa del miracolo che potrebbe farla assurgere a Beata, cosa bisogna implementare e intensificare in una fase storica in cui i giovani hanno un rapporto difficile con la fede?

Intanto, si dice che abbia già compiuto dei miracoli, a detta di alcune persone. Per i giovani di oggi, secondo me, bisogna solo essere più credibili con la propria testimonianza di vita. Essere più coerenti con la fede che professiamo. Non ci si può limitare alle parole ma i giovani hanno bisogno di testimoni che siano appassionati di Cristo e lo dimostrino con le loro opere.

Quanto si avvicina ad un modello di femminista ante litteram Santa e quanto se ne differenzia?

Non mi piacciono questi stereotipi che la società propina attraverso soprattutto i mass media. Santa ha voluto conformare la sua vita a quella di Maria di Nazaret. Tutto questo si evince dal suo diario personale dove traspare in modo evidente il suo amore per Cristo e per Maria, Madre, sorella e amica. Per questo, è consigliabile leggere, e direi meditare, il suo diario, proprio per conoscere in profondità la sua fede in Gesù, la sua forte spiritualità e il suo dolore causato dalla persecuzione di un giovane squilibrato, il quale la uccise in quanto voleva stroncare, una volta per sempre, la sua vita dedicata a Dio.

Grazie Don Tino.

Rimane la testimonianza di una donna coraggiosa e la lettura del diario di una ragazza bella e solare che quest’anno avrebbe compiuto 51 anni, rimane tappa fondamentale per una catechesi concreta e permanente sulle problematiche giovanili. Cfr. “L’ attirerò a me. Scritti spirituali di una serva di Dio”  a cura di G.Micunco, Stilo editrice.

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