Principale Politica Autonomie locali Taranto – Di Lena sull’Unione dei comuni: “serve una revisione allo statuto”

Taranto – Di Lena sull’Unione dei comuni: “serve una revisione allo statuto”

Di Lena di Azione – Italia Viva – Renew Europe: Unione dei comuni delle Terre del Mare e del Sole, “serve una revisione allo statuto”.

Dopo la riunione di venerdì 16 Dicembre alle ore 13,00 sono emerse alcune carenze per le modalità di svolgimento dei dibattiti in aula.

L’ Unione dei comuni “Terre del Mare e del Sole” necessita di una revisione dello statuto interno. Questo è il pensiero del consigliere Angelo Di Lena che in proposito fa rilevare come “occorre anzitutto disciplinare la durata degli interventi durante le riunioni”.

Ma non solo questo.

“La connessione in video conferenza sta diventando un abuso” sottolinea il consigliere.

E non solo.
“Le assemblee si fanno solo nel Paese dove ha sede la presidenza, e non a rotazione nei paesi;

manca un regolamento, un punto per l’istituzione di commissioni per aree tematiche e si fanno delibere senza coinvolgere i consiglieri dei comuni interessati”.
Un altro aspetto su cui insiste Di Lena sono le presenze.

“Ci sono consiglieri che non si presentano mai e non vengono fatte delle verifiche per i provvedimenti consequenziali o collegamenti in remoto di più colleghi sullo stesso dispositivo, creando un conseguente disordine dei lavori, oltre che una violazione delle norme .

Di solito siamo 13/14 presenti su 27, un fatto gravissimo in termini di democrazia partecipata e sarebbe opportuno decidere orari per le riunioni accessibili a tutti, evitando orari di pranzo come oggi, e concertando il tutto invece con i territori aderenti all’Unione dei comuni del versante orientale della Provincia di Taranto .

“Concludo dicendo che un giorno prima vengono consegnati gli allegati dei punti all’ordine del giorno, non dando la possibilità ai consiglieri di studiare gli argomenti che spesso riguardano i loro comuni.

Continuerò a lottare dentro le istituzioni perché solo così possiamo far sentire la voce delle minoranze”.

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