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La Legge Tutolo è sempre stata valida, lo dice anche la Corte Costituzionale

Nota stampa del Consigliere regionale Antonio Tutolo (Gruppo Misto), presidente della Seconda commissione (2 dicembre 2022). 

Oggi la Puglia ha di che festeggiare: è scomparso quel personaggio che io definii “il Robin Hood al contrario” perché toglieva ai poveri per dare ai ricchi.

La cosiddetta Legge Tutolo è sempre stata valida e adesso c’è anche il giudizio della Corte Costituzionale che si è pronunciata nel merito con una sentenza di legittimità.

Sulla legge n. 39 del 2021 nei mesi scorsi era stato detto e scritto di tutto. Erano stati scomodati perfino urbanisti, architetti, geologi e ambientalisti, che si erano lanciati in affermazioni false, attribuendo alla mia legge regionale in materia urbanistica nelle zone rurali un intento che non c’era.

Essa incentiva lo sviluppo agricolo portando l’indice di fabbricabilità fondiaria fino a 0,10 metri cubi/metro quadro per la realizzazione in zona agricola di nuovi fabbricati, qualora gli stessi siano strumentali alla conduzione del fondo o all’esercizio dell’attività agricola e delle attività a questa connesse, escludendo completamente la residenza.

E invece avevano detto che il mio intervento legislativo avrebbe portato a una cementificazione delle campagne. Il risultato di questa campagna diffamatoria è che hanno frenato l’economia agricola.

Adesso, alla luce di questa sentenza che dà ragione alla norma che fu approvata all’unanimità dal Consiglio nel novembre del 2020, questi bastian contrari si assumano la responsabilità di aver convinto gli imprenditori agricoli, quelli che hanno creduto alle chiacchiere senza fondamento, a non seguire la strada che avevo indicato, causando danni economici a un settore già in difficoltà.

Se da una parte sono soddisfatto del giudizio della della Corte Costituzionale, perché vuol dire che ho lavorato per il bene del territorio, dall’altra sono dispiaciuto per tutti quegli agricoltori che, ancora una volta, hanno sborsato decine di migliaia di euro per l’asservimento dei terreni e per quelli che hanno non hanno potuto investire nella propria attività e hanno perso i finanziamenti.

Perché il principio fondante della “Legge Tutolo”, com’è stata ribattezzata dai media, era sottrarre gli agricoltori pugliesi al mercimonio degli asservimenti. Una pratica vergognosa che fa prosperare il ricco latifondista e impoverire chi ha bisogno di ampliare la propria attività agricola, con l’allargamento di un capannone per allevamento o trasformazione dei prodotti coltivati.

Con questa legge ho voluto dare una possibilità di sviluppo al territorio, agendo sempre nel rispetto delle norme di tutela del Piano paesaggistico territoriale regionale e nell’interesse dell’imprenditoria agricola.

Sono mortificato per coloro che finora non hanno potuto avvantaggiarsi di questa norma, nonostante per mesi abbia continuato a ripetere che era valida, oltre che utile e giusta.

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