Principale Arte, Cultura & Società Battafarano rimette in moto il Pietro Verri illuminista in una vera lectio

Battafarano rimette in moto il Pietro Verri illuminista in una vera lectio

Un grazie corale ieri, dai partecipanti al ‘tavolo’ della presentazione del libro su Pietro Verri ed il suo discorso sul dolore, per Giovanni Battafarano, per aver portato un pezzo di storia del nostro Paese davvero intrigante. Il suo intervento finale è stato davvero una lezione di quelle che vorresti che non finissero mai.

Maristella Massari Gazzetta del Mezzogiorno

Preceduto dall’introduzione di Maristella Massari, capo redattore della Gazzetta del Mezzogiorno, che nella sua spigliatezza ha saputo affrontare con piglio giornalistico un tema storico assai complesso gestendo relatori davvero impegnativi.

Prof Riccardo Pagano

Come Riccardo Pagano, già direttore del Dipartimento di Uniba, che dal suo punto di vista di formatore parla del ‘dolore’ di Verri riferendosi ai giovani di oggi che, tra pandemia e guerra, esprimono il dolore legandolo alla propria esistenza.

Giacomo Fronzi Uniba

Di eguale spessore l’intervento del professore Giacomo Fronzi che nel libro ha curato la post-fazione. Per il ricercatore di Estetica dell’università di Bari il pensiero di Pietro Verri è senza dubbio eminentemente moderno e mondano. Personaggio emblematico vissuto nel ‘700 e la cui carriera si è snodata tra importanti incarichi politico-amministrativi, analisi di tipo economico e speculazione filosofica. “Verri potremmo collocarlo esattamente nel quadro indicato da Croce, al crocevia tra l’“economica” e l’“estetica”, considerandolo non soltanto uno dei principali esponenti dell’illuminismo specificamente italiano, ma anche come una figura paradigmatica del Settecento europeo”.

Giovanni Battafarano

Giovanni Battafarano parla del Verri dal punto di vista politico, dopo aver elencato un Verri letterato ed un Verri filosofo dell’estetica. Verri si colloca nella seconda metà del ‘700, nel momento in cui tutte le monarchie europee sono influenzate dall’Illuminismo, tanto da indicare il dispotismo illuminato. Un periodo immobile con una aristocrazia che consuma e non produce, il Verri prima viene a contatto con quella di Vienna e poi rientra a Milano. Qui comincia il fermento degli innovatori. Verri e Beccaria fondando l’accademia dei Pugni, litigano con quella della Crusca che non accetta nuovi lemmi che non siano classici e creano un giornale ‘il caffè’ che poi diventa circolo culturale. Giovanni Battafarano fa un intervento a largo raggio, inquadra il Verri nella storia di quel fine secolo che infiamma di novità i secoli a venire. Per esempio, quando parla dei dolori innominati, tristezze e melanconie, rammarichi e ricordi struggenti, questi daranno vita alla letteratura, alla poesia, alla pittura e alla musica. Leggendo il libro edito da Antonio Mandese, si può conoscere davvero un personaggio, che alla fine capiremo, ci appartiene.

Per concludere questo articolo parliamo dell’intervento dell’editore che parla della produzione della casa, cita il padre (che ricordiamo insieme allo zio come ottimi librai) e le pubblicazioni più significative: un interessante incursione nei fumetti del Lucca comics ed un romanzo sul lavoro in campagna di Matera scritto da una Lucana che vive in USA. Non cita il libro di Tiziana Grassi ‘Taranto appuntamento con il futuro’ che, tra l’altro, ricordo di aver acquistato direttamente recandomi nella libreria Mandese di Via Liguria. Devo pensare ad una distrazione dovuta alla giovane età.

La digressione sull’editore, peraltro non polemica, nasce dal senso comunitario che viene dalla presentazione di ieri, un Battafarano che torna a far lezione come quando cominciò decenni fa a lavorare nei licei. Una comunità che da Pietro Verri a noi impone regole di convivenza, di serietà e confronto intellettuale, per crescere, crescere sempre.

IL DOLORE È IL PRINCIPIO DI OGNI UMAN GENERE il pensiero estetico di Pietro Verri, prefazione di Riccardo Pagano, Postfazione di Giacomo Fronzio, autore Giovanni Battafarano – editore Antonio Mandese

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