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Per il Pd l’atlantismo di Meloni “è tardivo” e i suoi alleati “sbagliati”

Lia Quartapelle su Fratelli d’Italia: “È un partito che si dichiara atlantista e trumpista. Ma questo stesso partito si allea in Europa con forze antieuropeiste e in Italia con forze ambigue nei loro rapporti con la Russia, in particolare per quanto riguarda il gas”

Giorgia Meloni

AGI – “L’atlantismo di Giorgia Meloni è tardivo e non mette la sordina alle posizioni di Lega e Forza Italia. Non è un caso che la caduta di Draghi arrivi quando annuncia l’emancipazione dell’Italia dal gas russo. In Italia i capi del sostegno al gas russo stanno a destra. Dire alla Ue ‘la pacchia è finita’ è come se un imprenditore, con un mutuo e un fido attivi, andasse in banca a gridare ‘la pacchia è finita’. Il direttore della banca risponderebbe: ‘La tua pacchia è finita…”. Enrico Borghi, responsabile della sicurezza del Pd ed esponente del Copasir, mette in guardia gli italiani sulle scelte da fare il 25 settembre.
Lia Quartapelle, responsabile Esteri del Pd e organizzatrice del seminario internazionale al Nazareno con esperti, professori universitari, giornalisti, aggiunge: “Un eventuale Governo guidato da una coalizione di destra dove andrà? Oggi il partito guida si dichiara atlantista e trumpista. Ma questo stesso partito si allea in Europa con forze antieuropeiste e in Italia con forze ambigue nei loro rapporti con la Russia, in particolare per quanto riguarda il gas”.

“Oggi – aggiunge – il punto centrale è la guerra in Ucraina e il vero nodo è il conflitto tra sistemi democratici e autoritari. Il Governo gialloverde ha tentato di essere amico di Russia e Cina contro gli interessi nazionali. Il nostro sistema politico subisce il rischio di finanziamenti stranieri”.

Enrico Borghi rimprovera i leader di partito che vanno su Tik Tok: “È un errore. In questo modo si consegnano a Pechino migliaia di dati. Oggi stiamo costruendo un sistema europeo di difesa comune con Francia e Germania. Se vincesse la destra, il nostro ruolo per la costruzione della difesa europea non sarebbe uguale. Si creerebbe una difesa comune europea sul modello Aquisgrana, basato solamente su Francia e Germania”.

Il sottosegretario dimissionario agli Affari europei, Enzo Amendola, in videocollegamento dalla Basilicata, afferma: “Una politica estera comune europea è la ragione stessa della nostra comunità di destino. Non c’è nessuna pacchia che deve finire. L’Europa non è la ‘spectre’. L’Europa è uno spazio di democrazia. Non vogliamo la prepotenza armata russa e anche i rapporti con la Cina non dovranno basarsi solo sul commercio, ma anche sui valori”.

Filippo Sensi, deputato Pd, sottolinea che “Giorgia Meloni è stata la prima a congratularsi con Akesson per il risultato in Svezia. È vero che i Democratici svedesi fanno parte del gruppo dei Conservatori europei, ma oggi i Democratici svedesi vengono chiamati nazionalisti, ieri li avremmo chiamati nazisti”.

Sensi prosegue: “I dirigenti politici della destra in Parlamento sono quelli che ogni volta che parla Laura Boldrini contestano, urlano, mugghiano. Lo fanno ogni volta, qualsiasi cosa dica Boldrini. Questo è il fondo culturale della classe dirigente di Lega e FdI“.

Lia Quartapelle conclude: “La situazione è grave. Le democrazie rischiano di perdere anche la guerra dell’informazione. Come è possibile che la gente pensi che la Russia e la Cina abbiano gestito meglio dell’Europa il Covid? La Russia da sola ha avuto un milione di morti per il Covid, quasi più del Brasile. E sto citando dati ufficiali. Nel mondo non c’è una naturale evoluzione verso la democrazia. Anche in Europa ci sono Paesi in cui la democrazia è in difficolta’. Noi siamo il Partito Democratico e, difendendo la democrazia, difendiamo gli interessi nazionali”.

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